Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani

Stefano Morea, Flai Cgil Roma e Lazio, e Hardeep Kaur, Flai Cgil Frosinone-Latina, hanno collaborato alla realizzazione delle interviste per il Rapporto di Save the Children: “Bisogna essere cauti a dire che lo sfruttamento lavorativo minorile non esiste”.

Nel 2013 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 30 luglio la Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani. La tratta e il grave sfruttamento di persone, di cui possono essere vittime sia adulti che minori, sono fenomeni che purtroppo interessano anche l’Italia. Per mettere in luce e denunciare le situazioni di tratta e sfruttamento in cui i minori sono o potrebbero essere coinvolti, ogni anno Save the Children Italia pubblica il Rapporto ‘Piccoli Schiavi Invisibili’. 

Quest’anno la seconda parte del Rapporto è dedicata a un approfondimento sulle condizioni drammatiche di vita in cui si trovano i minori e le loro famiglie vittime dello sfruttamento lavorativo nel settore agricolo. Save the Children Italia ha scelto di indagare a fondo tali situazioni in particolare nelle province di Latina e Ragusa.

Bambine e bambini costretti a rimanere da soli dalle prime ore del giorno, mentre mamma e papà lavorano nei campi. Altre e altri già adulti a nove/dieci anni, capaci di badare non solo a se stessi, ma anche ai fratelli e alle sorelle più piccole.

C’è chi dai tredici anni in su inizia a lavorare: d’inverno solo la domenica; d’estate, quando finisce la scuola, anche tutti i giorni. 

Alla realizzazione del Rapporto ha contribuito anche la Flai Cgil, da sempre impegnata sul campo per tutelare i lavoratori e le lavoratrici agricoli, spesso stranieri, vulnerabili ed esposti a sfruttamento e caporalato.

Stefano Morea, Segretario generale Flai Cgil Roma e Lazio, che ha collaborato con Hardeep Kaur, Segretaria generale Flai Cgil Frosinone-Latina alla realizzazione delle interviste per il Rapporto di Save the Children, dichiara: “Noi siamo molto cauti nelle dichiarazioni. Ma visto che le anagrafiche dei migranti sono tutte incerte, bisogna essere anche cauti a dire che lo sfruttamento lavorativo minorile non esiste. Sfido chiunque a dire che certamente non si siano consumate logiche di lavoro minorile, soprattutto nelle aziende grandi, o in quelle in cui c’è una presenza ancora importante di lavoro nero, che è quel lavoro che si disperde immediatamente nelle rare ispezioni che vengono fatte”.

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