Forestale morto, dolore e rabbia della Flai Cgil: “Vicini alla famiglia e ai colleghi. Da anni chiediamo una riforma del settore”

Russo e Fazzese: “Non si può morire a 67 anni spegnendo incendi”

Ha lottato tra la vita e la morte, ma dopo tre settimane di agonia si è dovuto arrendere. Matteo Brandi, 67 anni, operaio della forestale rimasto gravemente ferito a Monreale mentre combatteva contro l’inferno di fuoco dello scorso 24 luglio, non ce l’ha fatta per l’improvviso aggravarsi del quadro clinico. Nato a Palermo ma residente ad Altofonte, era ricoverato al Buccheri La Ferla. Brandi era rimasto ferito insieme a un altro collega. “Apprendiamo con grande tristezza della morte dell’operaio forestale, impegnato nello spegnimento di un incendio, nelle giornate del 24 e 25 luglio scorso – commenta il segretario generale della Flai Cgil di Palermo, Dario Fazzese – Il primo pensiero va ovviamente ai familiari ed ai colleghi di lavoro, a loro tutta la nostra solidarietà, l’affetto e la vicinanza della Flai”. “Fatti come questo si possono e si devono evitare – aggiunge Fazzese – Da anni denunciamo la necessità di una maggiore attenzione ai dispositivi di sicurezza, ma questo non è sufficiente; bisogna immaginare una profonda riforma del settore affinché a fronteggiare gli incendi non siano più lavoratori di 67 anni, che invece dovrebbero trasmettere la propria esperienza e professionalità ai tanti giovani che avrebbero la voglia e la forza di impegnarsi per la tutela della propria terra”. La Flai Cgil Palermo se necessario scenderà ancora in piazza, anche nei prossimi giorni, per chiedere “una riforma urgente del settore, altro che demandare un tema così complesso alle associazioni di volontariato della protezione civile, che per quanto siano certamente di aiuto a fronteggiare le emergenze, non possono sostituire l’idea di una gestione pubblica e professionale della lotta agli incendi”. Salgono così a 24 gli operai dell’antincendio vittime  di incidenti mortali dall’istituzione del corpo. “Un altro lavoratore – dice Tonino Russo, segretario generale siciliano della Flai Cgil – è rimasto vittima delle inadempienze e sottovalutazioni della politica. Ci sono problemi che riguardano la sicurezza che non c’è – sottolinea Russo –  ma anche il problema dell’età  avanzata della gran parte dei lavoratori, ai quali non dovrebbero essere affidate mansioni ad alto rischio. Da tempo chiediamo una riforma del settore che ancora non arriva”. “Invece di bistrattare la categoria, come spesso avviene – conclude Russo – si pensi all’impegno, ai rischi che i lavoratori corrono e a un’antincendio e una forestazione che funzionerebbe se si smettesse di perdere tempo con la riforma”.

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