Caporalato in Campania: arrestati due imprenditori per sfruttamento del lavoro.

Caporalato in Campania: arrestati due imprenditori per sfruttamento del lavoro.

Napoli, 21 luglio 2026, i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta, insieme al Comando Provinciale di Napoli, hanno arrestato in flagranza due imprenditori dell’agro Aversano, attivi nel commercio all’ingrosso di prodotti agricoli, nell’allevamento e nella produzione di ortaggi. Le accuse sono intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro aggravato.

Igor Prata Segretario Generale FLAI CGIL Campania e Napoli: “lavorare 14 ore al giorno pagati 3 euro l’ora è la rappresentanza plastica di un sistema economico che sfrutta la persona e calpesta la dignità umana.
Bisogna riattivare e rendere operative le sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità già istituite in tutte le provincie del territorio campano. La Regione Campania deve lavorare con celerità a una legge che preveda la centralità dei centri per l’impiego per rendere operativo il collocamento pubblico in agricoltura e rafforzi la legge 199/2016, garantendo che gli indici di coerenza tra ettarocoltura e manodopera, il rispetto della condizionalità sociale, l’iscrizione alla rete del lavoro agricolo di qualità siano fondamento di premialità, nei bandi di qualsiasi natura a risorsa pubblica, per valorizzare le aziende sane e che operano nel rispetto dei diritti dei lavoratori e la tutela ambientale anch’essa spesso deturpata in nome del massimo profitto e di un modello di sviluppo economico che schiaccia ogni dignità umana e del lavoro e innesca meccanismi di concorrenza sleale tra aziende”.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i braccianti impiegati, prevalentemente cittadini indiani in condizione di irregolarità sul territorio nazionale – venivano reclutati per strada e trasportati sui luoghi di lavoro con un furgone in uso a uno degli indagati. Una volta nei campi, erano sottoposti a turni massacranti di 10/14 ore al giorno, con una retribuzione di circa 3 euro all’ora, senza riposo settimanale, senza possibilità di assentarsi per malattia e con pause limitate a pochi minuti, durante le quali non era nemmeno consentito l’uso del telefono.

Tammaro della Corte Segretario Generale FLAI CGIL Caserta “ bisogna rafforzare i controlli che devono essere ordinari e non straordinari in un territorio dove si supera il 50% di irregolarità lavorativa nel settore. Va fatta prevenzione con trasporto, alloggi pubblici. Bisogna superare lo scempio della Bossi Fini e di un decreto flussi che offre solo carne da macello in pasto alle barbierie di imprenditori e caporali senza scrupolo.
Sono fenomeni che riscontriamo e denunciamo con le nostre azioni di sindacato di strada con le Brigate del Lavoro che, da oltre quindici anni, attiviamo nei luoghi di lavoro del settore primario”.

I lavoratori erano inoltre costretti a operare in condizioni climatiche estreme sotto la pioggia o durante ondate di calore e obbligati a restare nei campi anche nelle fasi di spargimento di pesticidi, senza alcun dispositivo di protezione individuale, con gravi rischi per la loro salute.

Il Tribunale di Napoli, in sede di convalida, ha disposto per entrambi gli indagati l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Le indagini sono state condotte con il supporto dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Caserta e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), nell’ambito del progetto “Alt Caporalato Tre”, finanziato dal Fondo FAMI 2021-2027, che ha l’obiettivo di tutelare i lavoratori migranti in condizione di vulnerabilità.

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