Campania, un’iniziativa di Flai e Cgil per alimentare la pace

Oltre le narrazioni mainstream, uno sguardo senza infingimenti sulla tragica realtà palestinese 

Negli spazi dell’associazione Figli In Famiglia (via Ferrante Imparato, 111) a Napoli l’iniziativa promossa da Flai Cgil e Cgil Napoli e Campania ad oltre cento giorni dall’attacco terroristico di Hamas, che ha provocato 1200 morti, dagli immediati bombardamenti sulla striscia di Gaza, che vanno avanti da più di tre mesi ed hanno causato 30mila vittime, in massima parte civili, comprese migliaia e migliaia di donne e bambini, colpiti negli ospedali, nelle scuole, nelle sedi delle associazioni umanitarie e perfino in quella delle Nazioni Unite. Non esiste un angolo di terra sicuro a Gaza per oltre due milioni di persone, tanti sono gli abitanti di quel fazzoletto di territorio, prigione a cielo aperto. Con il segretario Flai Igor Prata, il padre combonaino la cui voce di pace non cessa di farsi sentire, Alex Zanotelli, la vice presidente di ‘Un Ponte Per’, Angelica Romano, che invita ad abbattere il muro dell’indifferenza sulla carneficina in corso in Medio Oriente, Andrea Coinu, responsabile politiche internazionali della Flai, instancabile nel denunciare la follia delle guerre, e Daniela Pioppi, docente di Storia Contemporanea dei Paesi Arabi dell’Università ‘L’Orientale’ di Napoli. “Abbiamo scelto di organizzare la nostra assemblea generale su questo tema – dice il segretario generale Flai Cgil Campania e Napoli, Igor Prata – perché la nostra categoria non può essere indifferente a ciò che ci sta accadendo intorno. Abbiamo preso posizione sulla guerra in Ucraina così come subito abbiamo preso posizione all’indomani del 7 ottobre. Noi non siamo indifferenti. Siamo consapevoli delle conseguenze di questi conflitti su lavoratrici e lavoratori che proviamo ad organizzare. Ma – continua Prata – se da un lato siamo bravi a contrattare, a incidere sulle tutele individuali e collettive, dall’altro la nostra categoria e il sindacato tutto deve fare un ulteriore sforzo: dobbiamo avere la capacità, attraverso il conflitto e la mobilitazione che mettiamo in campo, di incidere sulle scelte politiche nazionali ed internazionali. Bisogna costruire alleanze, nessuno si salva da solo, a partire dal fatto che ‘non può esserci pace sotto occupazione’ e continuiamo a sognare una Palestina Libera”.

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