Battipaglia, finanzieri in azione, Flai Cgil: “Aziende inesistenti condannano migranti arrivati con il decreto flussi”

Bottiglieri: “Riconoscere permessi di soggiorno temporanei, abrogare la Bossi-Fini, piena applicazione della 199/2016”

“Apprendiamo dai media che questa mattina i finanzieri di Battipaglia del comando provinciale di Salerno hanno eseguito un’ordinanza cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia nei confronti di 47 persone – fa sapere con un comunicato la Flai Cgil salernitana – I reati contestati, a vario titolo, sono quelli di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I provvedimenti restrittivi sono relativi al fenomeno lucrativo connesso all’illecito utilizzo del cosiddetto click day, legato ai decreti flussi, a far data dal 2020 ai giorni odierni, finalizzato all’ottenimento da parte di cittadini extracomunitari del nulla osta per l’ingresso in Italia per motivi di lavoro che poi non venivano perfezionati”.

La Flai Cgil Salerno già in passato ha molto spesso denunciato questo tipo di fenomeno, che ora più che mai sembra diffuso. “I lavoratori venuti in Italia con il nulla osta si sono ritrovati in una situazione paradossale. Dopo aver pagato degli intermediari per essere inseriti nel decreto flussi hanno cercare invano l’azienda che ne aveva fatto richiesta, scoprendo che non esisteva. Siamo soddisfatti che la Procura abbia mosso passi su un’indagine che siamo certi scoperchierà un vaso di Pandora, e saremo vigili affinché queste ed altre situazioni di sfruttamento vengano alla luce”. Il segretario generale della Flai Salerno, Alferio Bottiglieri, richiama ad “un’assunzione di responsabilità da parte di tutta la filiera istituzionale, a salvaguardia di quelle aziende che operano rispettose del lavoro e dei lavoratori vittime di questa condotta illecita”, e chiede che “venga riconosciuto un permesso di soggiorno temporaneo per salvaguardare la loro incolumità e dargli la possibilità di regolarizzare la loro permanenza in Italia, la quanto mai necessaria abrogazione della legge Bossi-Fini, nonché la piena applicazione della legge 199/2016”.

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