A Porto Tolle per il futuro del Delta del Po, il governo non prenda altri granchi

Assemblea molto partecipata all’auditorium sala della musica di Porto Tolle, piccolo centro nella provincia di Rovigo, dove il segretario della Flai Cgil Mauro Baldi prova a immaginare un futuro per la pesca nel Delta del Po facendo tesoro dello studio del biologo marino Roberto Odorico, con gli interventi del sindaco Roberto Pizzoli, del presidente del consorzio dei pescatori del Polesine, Luigino Marchesini, del vicepresidente della cooperativa pescatori di Pila, Isma Veronesi, del presidente del consorzio ittico Rovigo-Chioggia, Massimo Barbin, che in questi mesi hanno avuto rassicurazioni dal governo rispetto agli aiuti economici a sostegno delle imprese per arginare gli effetti nefasti di un’autentica invasione di granchi blu che ha messo letteralmente in ginocchio la produzione di ostriche, cozze e vongole. A distanza di mesi, però, le oltre 1500 partite Iva e relative famiglie del comprensorio sono ancora in attesa di ristori promessi ma mai arrivati. Una situazione esplosiva, lo ripetono le pescatrici e i pescatori con interventi che sono vere e proprie grida di aiuto, con risvolti socio economici importanti, con un indotto che  coinvolge migliaia di persone a rischio povertà, che non riescono più a pagare i mutui, stressate dal caro vita, che hanno bisogno di risposte concrete e immediate. “Siamo molto preoccupati per gli aspetti sociali che i pescatori hanno denunciato in maniera forte durante l’assemblea – tira le somme il capo del dipartimento pesca della Flai Cgil Antonio Pucillo – non solo per l’anno in corso, ma anche per un futuro messo in discussione dalla condizione attuale. Sollecitiamo il governo a snellire i livelli burocratici al fine di aiutare queste famiglie. Dobbiamo lavorare per dare sicurezza oggi, e prospettive per un domani che in questa realtà non può prescindere dall’allevamento dei molluschi”. 

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