Zucchero. Flai Cgil, bene proposta Coprob

Serve un nuovo “Patto per lo zucchero”

“Ieri il presidente di Coprob, Claudio Gallerani, ha proposto alle parti sociali e alle Istituzioni nazionali e regionali la necessità di un “Patto dello Zucchero”, una proposta che ci sentiamo di condividere e rilanciare”. Lo dichiara Roberto Iovino della Flai Cgil nazionale.

“Più volte il sindacato in questi anni ha chiesto all’Unione Europea, al Consiglio d’Europa e al Governo nazionale misure che potessero mitigare gli effetti sociali della riforma OCM del 2006, che ha messo in crisi la filiera bieticola-saccarifera italiana e alla conseguente chiusura di 15 zuccherifici su 18, la perdita di circa 5000 posti di lavoro e migliaia di agricoltori che nel frattempo hanno abbandonato la bieticoltura con enormi conseguenze per il nostro sistema agricolo e di filiera.
Dopo la fine del regime delle quote – settembre 2017 – l’Italia è condannata ad essere un paese costretto ad importare zucchero da paesi esteri, con notevoli conseguenze per l’approvvigionamento nazionale di una delle più importanti royalties mondiali. Di fatto il nostro paese sarà sotto il ricatto delle più importanti multinazionali, principalmente francesi e tedesche, che stanno operando in un regime di falsa concorrenza, vendendo migliaia di tonnellate sottocosto, solo con l’obiettivo di portare le poche aziende italiane attive nel settore alla chiusura dei pochi stabilimenti rimasti”

“In questo contesto – conclude Iovino – poco sono serviti i reiterati appelli alle Istituzioni comunitarie e nazionali per la tutela di questa importante filiera e dei posti di lavoro connessi. Nonostante ciò pensiamo che la filiera dello zucchero in Italia debba essere salvata vista la strategicità dell’approvvigionamento di tale materia prima per il nostro sistema paese. Pertanto raccogliamo e rilanciamo l’appello del presidente Gallerani, serve un nuovo “patto per lo zucchero” e chiediamo che tale proposta venga allargata a tutte le parti sociali coinvolte attraverso l’istituzione di un tavolo presso il Ministero delle politiche agricole da istituire subito dopo le elezioni”.