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Ue-Mercosur, Coinu: L’accordo approvato dai Paesi europei non tutela né i diritti dei lavoratori né l’ambiente

Ue-Mercosur, Coinu: L’accordo approvato dai Paesi europei non tutela né i diritti dei lavoratori né l’ambiente

“La scelta di aprire definitivamente all’accordo commerciale Ue-Mercosur espressa oggi dal Consiglio dell’Unione Europea è una decisione di cui pagheremo il prezzo in futuro” così in una nota Andrea Coinu, responsabile Politiche internazionali della Flai Cgil.

L’apertura di un mercato senza standard ambientali, sociali e di qualità dei prodotti condivisi è lontanissimo dall’essere un’opportunità così come invece la racconta la Commissione Europea, questa la pozione netta del sindacato dell’agroalimentare.

“È impensabile si possa avere certezza della reale qualità delle carni e degli altri prodotti che arriveranno dal Conosur, così come è impensabile che il sistema di controlli all’ingresso possa vagliare le centinaia di migliaia di prodotti che già dal 2026 arriveranno nei nostri scaffali – continua con fermezza Coinu -. Un accordo di questa portata, che definirà uno dei più grandi mercati del mondo con oltre 700 milioni di persone coinvolte, avrebbe avuto bisogno di più cura e attenzione, invece, nonostante i 25 anni di trattative è stato ratificato in fretta e furia per dare una risposta geopolitica alla prepotenza statunitense e al nuovo accordo sui dazi siglato con gli Usa ad agosto”.

“La Flai non è, e non sarà mai convinta, che un accordo commerciale che non garantisce uguali condizioni di rispetto del lavoro e dell’ambiente possa aiutare l’Unione Europea, che invece avrebbe dovuto fondare il proprio progresso proprio su questi due pilastri. In questo senso – chiude Coinu – la rivendicazione di costituire un osservatorio, non solo sull’ambiente, le perturbazioni di mercato, la deforestazione, la salubrità dei prodotti alimentari importati, ma anche sugli effetti che l’accordo avrà sul mondo del lavoro appare una battaglia indispensabile e irrimandabile”.

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