“Storie di lavoro sfruttato”, questo è il titolo di una serie di testimonianze video raccolte dalla Flai Cgil e che saranno pubblicate da oggi sui profili social per raccontare e denunciare le tante situazioni di sfruttamento, caporalato, ricatti, che colpiscono i lavoratori impiegati in agricoltura; in queste storie però c’è anche la dignità del lavoro, la forza di denunciare insieme al sindacato, la voglia di non piegare la testa.

Oggi a farsi sentire è la voce di M. A., viene dal Senegal e vuole solo lavorare dignitosamente e prendersi cura della famiglia.10/12 ore di lavoro al giorno.

Così sul profilo Fb la Flai riassume la sua storia: “15 minuti di pausa pranzo. 7 giorni su 7. Tutto per 550€ al mese. Sono meno di 2 euro l’ora. Quando i datori di lavoro obbligano M. A. a sottoscrivere un verbale di conciliazione, lui si rifiuta e viene licenziato. Ha contattato la Flai e con i nostri legali ha vinto la causa. Il licenziamento è illegittimo. Ma non è finita qui: il datore di lavoro è stato denunciato sulla base della Legge 199. L’udienza è prevista per il mese di giugno e la Flai Cgil si è costituita parte civile. Storie come questa, fatte di soprusi ma anche di denuncia e riscatto, trovano voce grazie al sindacato di strada e nel Rapporto Agromafie e Caporalato, un lavoro di inchiesta e di ricerca sul fenomeno dello sfruttamento lavorativo ma anche una battaglia per la legalità e per i diritti, contro l’infiltrazione della criminalità mafiosa nel comparto agricolo”.

 

Nel link la testimonianza video di M.A.:  https://fb.watch/3-2VlrFdPN/