Una rappresentanza dei lavoratori in sciopero e in presidio a Reggio Calabria, insieme ai rappresentanti della Flai Cgil, è stata ricevuta dal Prefetto. Al centro delle richieste l’attuazione di misure contro il caporalato e lo sfruttamento, una accelerazione per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno e l’inclusione di tutti i migranti nella campagna vaccinale.

Jean René Bilongo, della Flai Cgil nazionale, ha ricordato come si sia deciso di scioperare “perché la situazione è critica in tutto il Paese. La regolarizzazione procede a rilento; le azioni di contrasto al caporalato sono deboli.  E in più, adesso, una campagna vaccinale che ancora non li raggiunge, invece noi chiediamo che vengano vaccinati tutti e per questo motivo mettiamo a disposizione delle istituzioni la nostra conoscenza capillare del territorio”.

Quanto alla regolarizzazione Bilongo sottolinea che “nasce da un contesto di emergenza che richiederebbe, in quanto tale, procedimenti amministrativi rapidi. Invece ci troviamo davanti istanze respinte per cavilli burocratici che lasciano i lavoratori senza diritti, sul ciglio della strada”. 

“Il Prefetto di Reggio Calabria ci ha ricevuti e abbiamo strappato importanti impegni su tre punti: campagna, vaccinazioni, accoglienza e permessi di soggiorno. La campagna vaccinazioni verrà estesa a tutti i lavoratori presenti nella provincia di Reggio Calabria; mentre sul fronte accoglienza verrà convocato in via straordinaria entro il 15 luglio il Consiglio territoriale per l’immigrazione che affronterà in modo strutturale il problema. Per quanto riguarda i Permessi di soggiorno si è sancita la necessità di un confronto permanente con la Questura, attraverso anche la stipula di una intesa volta alla accelerazione dei tempi di disamina delle richieste”.

“Inoltre, voglio ricordare come lo sciopero di oggi arriva pochi giorni dopo la morte di Camarda Fantamadi, ucciso dal caldo e dalla fatica al rientro da una giornata di lavoro nei campi, questo sciopero è anche in suo nome. Dobbiamo far sentire le voci dei lavoratori con maggior forza, quest’ecatombe è inaccettabile: si può prevenire e si deve fermare”.

“Da Gioia Tauro e dalla provincia di Reggio Calabria – conclude Bilongo – vorremmo che altre piazze del Paese fossero contaminate da questa protesta”.