Si è svolto ieri un incontro tra Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e il Viceministro dell’Interno, On. Matteo Mauri, sulla norma per la regolarizzazione dei migranti.

“Esprimiamo soddisfazione per il provvedimento che sottolinea un’inversione di tendenza rispetto alle politiche degli ultimi anni in materia di immigrazione. La norma prevista nel Decreto Rilancio rappresenta un primo passo importante, è una norma di civiltà orientata alla legalità ed alla dignità dei lavoratori occupati nei comparti indicati”.

Lo dichiarano in una nota unitaria le segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil.

“Tuttavia, proprio per le molteplici finalità che intende realizzare la norma (emersione dal lavoro nero e regolarizzazione dei migranti clandestini) il chiarimento di alcuni aspetti di merito delle modalità applicative risultano essere essenziali per evitare confusione e speculazioni da parte di faccendieri, caporali e aziende compiacenti che determinerebbero una ulteriore destrutturazione del mercato del lavoro agricolo e fenomeni di sfruttamento dei lavoratori agricoli”.

“Inoltre, la norma può davvero dispiegare i suoi effetti positivi solo se la platea a cui si rivolge viene ampliata, a cominciare da coloro il cui permesso di soggiorno è scaduto prima del 30 ottobre 2019”.

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, pertanto, dopo aver evidenziato alcuni elementi di criticità presenti nel decreto, hanno avanzato una serie di proposte che, se recepite nelle successive fasi attuative del decreto, favoriranno un percorso di regolarizzazione più trasparente e più agevole per i lavoratori interessati.

“Apprezziamo la disponibilità del Viceministro ad accogliere favorevolmente le nostre osservazioni volte a migliorare la norma, soprattutto in merito a una attivazione di controlli mirati per evitare manipolazioni e interpretazioni arbitrarie della stessa, nonché eventuali raggiri ai danni dei lavoratori”.