“L’approvazione in Senato di un emendamento al Decreto Ristori, che riconosce alle famiglie dei pescatori di Mazara del Vallo detenuti a Bengasi un sostegno economico in questa fase per loro molto difficile, deve essere anche utile a dare maggiore attenzione al destino dei 18 pescatori e alle loro famiglie che da oltre cento giorni aspettano il ritorno dei propri figli, padri e mariti. Una vicenda che si trascina ormai da mesi e che sta esasperando gli animi e la pazienza dei familiari prima in presidio davanti a Montecitorio e ora nell’aula consiliare del Comune di Mazara del Vallo, dove ormai la tensione e l’esasperazione è tangibile”. Lo dichiara Antonio Pucillo, Dipartimento Pesca Flai Cgil nazionale.
“Apprezziamo anche che tra i beneficiari di tale contributo siano presenti le imprese. Non vorremmo che dopo il sequestro per i lavoratori, ci fosse anche la beffa di ritrovarsi disoccupati per i danni alle imbarcazioni e per i costi dovuti all’inattività delle stesse. Rimane però la consapevolezza nelle parole dei familiari che nessun ristoro economico, anche se necessario e ben accolto, potrà compensare o alleviare l’angoscia di chi non ha notizie dei propri familiari dal 1 di settembre, se non per un breve contatto telefonico”.
“Chiediamo nuovamente al Governo e alle istituzioni che si stanno occupando del caso dei 18 marinai di velocizzare il loro rilascio. Siamo di fronte a una storia assurda nelle motivazioni del sequestro e sproporzionata negli effetti della detenzione.  È necessario ogni sforzo affinché si arrivi velocemente ad una positiva conclusione per il rispetto e la dignità dovuta ai pescatori e alle loro famiglie. Inoltre, – conclude Pucillo – per evitare il ripetersi di simili tragedie, crediamo che si debbano affrontare i rapporti con i Paesi Nordafricani e permettere di ristabilire un giusto equilibrio nella gestione della attività di pesca con attenzione a quei tratti di mare contigui”.