Da 7 giorni i pescatori delle marinerie di Crotone e Isola di Capo Rizzuto protestano per il mancato riconoscimento delle Royalties dovute al settore della pesca per l’estrazione di GAS naturale da parte dell’ENI, nei mari prospicienti le due realtà marinare.

Dal 1999 al 2013 queste sono state erogate quale ristoro del danno che i pescatori subiscono nella quotidiana attività di pesca. Dal 2014 ad oggi questo contributo ha smesso di essere erogato, pur essendo invariata la condizione per la quale erano stati riconosciuti.

“Da tempo – dichiara Antonio Pucillo del Dipartimento Pesca Flai Cgil nazionale – stiamo cercando di capire la natura di questa decisione, affidata alla regione Calabria e ai Comuni interessati, senza ricevere delle spiegazioni sensate. In questo momento, già complicato per il settore della pesca, l’indifferenza dimostrata dalla Regione e dai Comuni, ha determinato l’inizio di una protesta dei lavoratori”. 

Con presidi sotto le sedi del Comune di Crotone e sotto la Prefettura i lavoratori chiedono risposte concrete per la soluzione del problema.

“La richiesta – spiega Pucillo – è quella di un ulteriore tavolo di confronto che propone di rivedere l’Accordo di Programma in essere e ridefinire quello da sottoscrivere a febbraio 2022 che gestirà la futura distribuzione delle Royalties. Ai lavoratori servono soluzioni oggi. Per questo, in assenza di segnali dalle istituzioni, la protesta si è trasformata in un presidio permanente nel porto di Crotone, presidio che vede il sostegno sia della Flai Nazionale che di quella regionale, fino alla termine di questa giusta protesta a difesa dei lavoratori e dei loro diritti”.