“Dopo due anni di attesa, finalmente un barlume di speranza in merito al pagamento delle indennità di 30 euro giornaliere del fermo pesca 2017 per i pescatori”.

Lo dichiarano in una nota Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca. Le organizzazioni sindacali hanno richiesto nei giorni scorsi un incontro urgente alla Direzione Centrale ammortizzatori sociali dell’INPS Nazionale, e sono state convocate per il prossimo 21 febbraio.

“E’ una buona notizia – dichiarano i sindacati – che ci conforta vista la possibilità di interagire con la stessa INPS per agevolare ed accelerare i tempi di pagamento delle istanze. A quanto ci è dato di sapere, occorreranno ancora alcuni giorni per perfezionare il sistema di pagamento da parte dell’ente, in quanto questa indennità ha la caratteristica di ‘nuovo prodotto’ e quindi non erogabile con il sistema consolidato delle prestazioni previgenti. Inoltre ci risulta che le istanze presentate dai pescatori a gennaio 2018, direttamente al Ministero del Lavoro tramite l’invio sulla piattaforma CIGSonline, per i periodi dell’annualità 2017, sono state trasferite all’INPS solo nel mese scorso. Una novità che conoscevamo e  che abbiamo ripetutamente evidenziato, come è avvenuto per i primi due anni, 2008 e 2009, di attivazione della CIGS in deroga per la pesca, con la richiesta reiterata, ma inascoltata, di costituire un tavolo tecnico interministeriale permanente, con la partecipazione delle parti sociali, per affrontare criticità ed evitare ritardi. Con l’incontro del 21 febbraio – affermano Fai Flai e Uila – ci auguriamo davvero di poter mettere la parola fine su questo calvario durato due anni e dare ai lavoratori della pesca quell’integrazione al reddito che attendono da oltre 20 mesi”.

“Riscontriamo difficoltà, invece – concludono il sindacati – per la presentazione delle domande per il fermo 2018, nonostante le ulteriori precisazioni emanate ieri da parte del Ministero del Lavoro. Il punto più controverso riguarda le modalità di richiesta per le giornate di maltempo per l’anno 2018, per il fermo pesca non obbligatorio: giornate che, a quanto ci risulta, le rispettive autorità marittime, ancora oggi, hanno difficoltà a certificare. A nulla purtroppo è giovato l’appello per una proroga dei termini del 28 febbraio lanciato al tavolo consultivo permanente per la pesca ed acquacoltura istituito presso il Mipaaft da parte delle organizzazioni sindacali la scorsa settimana. I pescatori non sanno cosa fare: i tempi stringono, rimangono poco più di 15 giorni per presentare le istanze, ed il rischio è che in assenza di certezze i pescatori rinuncino a questo diritto. Per questi motivi sollecitiamo l’incontro presso il Ministero del Lavoro, già richiesto nei giorni scorsi, e chiediamo a gran voce una proroga dei termini per la presentazione delle istanze almeno con scadenza al 31 marzo 2019. Una risposta doverosa per i pescatori, già fortemente esasperati da burocrazia e ritardi”.