I segretari generali di Fai, Flai e Uila scrivono alla ministra Bellanova

I segretari generali di Fai, Flai e Uila hanno scritto alla ministra per le politiche agricole Teresa Bellanova per sollecitare il governo italiano a sostenere le richieste del sindacato europeo in vista della riforma della Pac post 2020, tema che sarà discusso lunedì 20 luglio dal Consiglio dei ministri agricoli dell’Unione europea.

“Da molti anni” scrivono Onofrio Rota, Giovanni Mininni e Stefano Mantegazza “Fai-Flai-Uila, insieme al sindacato europeo del settore (Effat) si battono affinché la dimensione sociale dell’agricoltura e il tema del lavoro acquistino maggior rilievo e importanza nell’ambito della Pac”.

Punto centrale della proposta sindacale è introdurre il lavoro e la sua tutela tra i criteri di condizionalità nella concessione degli aiuti comunitari alle aziende. Il che significa: escludere dai pagamenti dei premi Pac le aziende che violino le leggi sociali o non rispettino i contratti di lavoro; associare gli aiuti anche al mantenimento dell’occupazione e alla creazione di nuovi posti di lavoro.

“Richieste che”, si legge ancora nella lettera, “risultano ancor più legittime e urgenti, sia in ragione dell’emergenza Covid 19 che ha messo a dura prova i lavoratori di un settore che non si è mai fermato neppure a fronte del rischio contagio, sia nel contesto della nuova strategia europea “dai campi alla tavola” che ha riconosciuto l’importanza dei lavoratori agricoli e la necessità di attenuare le conseguenze socio-economiche che si producono nella filiera agroalimentare”.

Lo stesso Parlamento europeo, spiegano i sindacati, si è espresso, lo scorso 19 giugno, a sostegno di queste richieste, esortando la Commissione ad assicurare che la strategia “dai campi alla tavola” e la prossima revisione della politica agricola comune diano dei risultati per i lavoratori agricoli europei.

“È quindi importante”, concludono Fai-Flai-Uila, “che le nostre richieste siano supportate anche in sede di Consiglio dei ministri europei. Per questo ci rivolgiamo a Lei, confidando in un futuro incontro per rappresentarle direttamente le nostre posizioni”.