Mentre proseguono i negoziati tra le Istituzioni europee sulla riforma della Politica Agricola Comune (Pac), l’Effat, il sindacato europeo dei lavoratori agroalimentari, intensifica la sua azione affinché, nella riforma, venga confermata la clausola sulla “condizionalità sociale”, già approvata dal Parlamento europeo il 21 ottobre 2020, che subordina la concessione degli aiuti alle aziende agricole al rispetto delle condizioni di lavoro previste dai contratti e dalla legislazione nazionale, europea e internazionale.

Una lettera aperta, in tal senso, promossa dall’Effat (consultabile qui) è stata sottoscritta da oltre 300 sindacati, associazioni ambientaliste e del volontariato sociale, personalità e accademici del lavoro. La lettera è stata inviata oggi ai ministri agricoli dei paesi membri dell’Ue, ai Commissari e ai Parlamentari europei impegnati nel negoziato sulla Pac.

Flai, Fai e Uila
, che da anni sostengono questa battaglia di civiltà, hanno coinvolto numerose associazioni nella sottoscrizione della lettera aperta, a partire dalle rispettive confederazioni Cgil, Cisl e Uil rappresentate dai tre segretari Generali Landini, Furlan e Bombardieri. 

Tra le associazioni coinvolte: Caritas, Fair Watch-per una Economia solidale, l’istituto di formazione Schola Campesina, Medu-Medici per i diritti umani, Mediterranean Hope (Federazione delle chiese evangeliche), Stella Maris (organizzazione conosciuta anche come Apostolato del mare), Slow Food Italia, Symbola-Fondazione per le qualità italiane, Terra!Onlus, Terra Viva.  

Il lavoro agricolo è tra i più duri e precari e con livelli salariali più bassi in tutti i paesi europei; un settore dove sono molto frequenti e diffusi fenomeni quali il lavoro sommerso, la violazione dei diritti e lo sfruttamento delle persone. “È inaccettabile vedere che il rispetto dei diritti umani e del lavoro non abbia alcun peso nell’assegnazione degli aiuti diretti della Pac alle aziende” spiega l’Effat nel presentare l’iniziativa “Siamo convinti che la condizionalità sociale collegata all’erogazione di queste risorse pubbliche europee, contribuirebbe a migliorare le condizioni di vita e di lavoro di milioni di lavoratori agricoli. “Senza il rispetto delle norme sul lavoro, la Pac non sarà mai veramente sostenibile”. 

Fai-Flai-Uila hanno, quindi, richiesto un incontro al ministro per le politiche agricole Stefano Patuanelli per discutere i contenuti della lettera aperta e chiedere l’impegno del governo italiano a sostenere in Europa il principio della condizionalità sociale per una nuova Pac più equa e sostenibile.