Una larga coalizione di oltre 30 organizzazioni non governative e del volontariato europee, tra le quali il WWF, Slow Food e Actionaid, chiede che la futura politica agricola comune europea (Pac) introduca il principio del rispetto dei diritti del lavoro e dei contratti collettivi quale condizione per l’ottenimento degli aiuti comunitari.

La lettera aperta, sottoscritta anche dall’Effat, il sindacato europeo del settore agroalimentare, è stata inviata ieri ai presidenti della Commissione, del Consiglio e del Parlamento europei, oltre che ai presidenti di tutti i gruppi politici di Bruxelles.

La richiesta delle parti firmatarie di “introdurre una condizionalità sociale per garantire che i beneficiari della PAC rispettino i diritti del lavoro, gli standard sociali e i contratti collettivi”, si inserisce in un quadro più ampio di priorità da attuare per “allineare” la futura Pac al nuovo “Green Deal” europeo e alle strategie “Farm to Fork” e sulla Biodiversità 2030.

Fai-Fai-Uila esprimono grande soddisfazione per questa importante e innovativa presa di posizione da parte del mondo dell’associazionismo ambientalista e del volontariato sociale che premia il lavoro fatto dal sindacato italiano che, da oltre dieci anni, si batte in Europa per far passare questo principio.

Fai-Flai-Uila, forti anche di questo pronunciamento, reiterano il loro appello alla ministra per le politiche agricole Teresa Bellanova per sollecitare il governo italiano a sostenere le richieste del sindacato europeo sulla Pac post 2020, tema che sarà discusso il prossimo 19 ottobre dal Consiglio dei ministri agricoli dell’Unione europea. In vista di tale importante appuntamento, nei prossimi giorni Fai-Flai-Uila chiederanno un incontro alla ministra per poter illustrare e discutere, anche insieme ai rappresentanti dell’Effat, le proposte del sindacato per introdurre il tema del lavoro nella riforma della Pac.