“Non chiamiamoli incidenti. Non c’è nulla di accidentale o casuale. Tutte le istituzioni preposte devono intervenire, anche il tempo del cordoglio è finito, bisogna agire e in fretta, dicendo basta a un sistema che mette il profitto prima della salute”. Lo afferma Tina Balì, segretaria nazionale Flai Cgil, dopo aver appreso la notizia della lavoratrice, di soli 26 anni, rimasta gravemente ferita in un’impresa agricola di Calendasco, nel piacentino. Secondo le prime ricostruzioni, stava attingendo acqua da irrigazione da un pozzo attraverso una pompa quando è rimasta impigliata per i capelli nel cardano e ha battuto violentemente la testa.

“Nei luoghi di lavoro mancano corretti controlli, adeguata formazione e prevenzione, oltre ad una reale valutazione dei rischi. Bisogna investire in formazione e prevenzione: tanto più ci sono lavorazioni che espongono a pericoli tanto più accurata deve essere la valutazione del rischio”.

“Così come a mancare, purtroppo, è il rispetto della vita umana nei luoghi di lavoro. La salute, la sicurezza e ancora di più il benessere di chi lavora devono essere una priorità. Il lavoro deve essere lo strumento per la libertà, per la propria affermazione e non uno strumento di morte o sofferenza”.