“Le tragiche immagini che arrivano dalla Sardegna ci lasciano sbigottiti e atterriti. Che ancora nel 2021 per incuria e disattenzione si possa permettere che oltre 20000 ettari brucino in questo modo è inaccettabile e non deve mai più ripetersi. Non è materia sindacale occuparsi delle cause incidentali o dolose della nascita delle fiamme, né quella di valutare le narrazioni giornalistiche che indicavano nel forte vento la causa della loro rapida espansione nelle regioni storiche del Montiferru, della Planargia e del Marghine, ma come FLAI Nazionale e FLAI Sardegna, non possiamo esimerci da alcune dure valutazioni politiche che come ogni anno, sia d’estate che d’inverno, siamo costretti a rilasciare nella costante sordità dei vari livelli istituzionali”. Lo dichiarano in una nota congiunta la Flai Cgil nazionale e la Flai Cgil Sardegna.

“L’abbandono dei territori boschivi e periferici del nostro paese, l’incuria dell’ambiente montano, la sottovalutazione dei rischi idrogeologici e degli effetti dei cambiamenti climatici, sono sempre più frequentemente causa della cronaca nera del giornalismo locale e nazionale. La ferita che l’isola oggi si trova a dover curare è figlia di una visione di sviluppo inesistente e nociva per le comunità e la loro prospettiva. Passeranno decenni prima che le aree coinvolte dalle fiamme potranno essere rivissute come in passato, così come la loro storica vocazione a territori di produzione vinicola, oleicola e zootecnica. Qual è il costo reale di tale perdita? Qual è il costo di aver mandato in fumo il ciclo millenario di rapporto tra le comunità e quei territori? Quali saranno i costi degli interventi di spegnimento e bonifica? Riteniamo sia urgente intervenire per un cambio di direzione rapido e radicale. Dobbiamo immediatamente invertire il trend di abitudine alla tragedia, l’ipotesi per cui gli interventi e i soccorsi sono facilmente esigibili solo dopo i disastri e imporre una cultura della prevenzione e della cura, che senza ombra di dubbio sono mancate in questi anni, in Sardegna e non solo.  Non vorremmo cadere nella banalità di dover sottolineare che questo è l’unico pianeta di cui disponiamo ma pensiamo che sarebbe stato banale anche prevenire una tale situazione. È necessario anche mettere a disposizione mezzi efficienti e risorse adeguate agli operai forestali, che con il loro lavoro, in queste ore, fanno fronte all’emergenza. Lavoratori, che lo ricordiamo, attendono il rinnovo del Ccnl scaduto da 9 anni”.

“Chiediamo a gran voce – conclude la nota – sia al Governo Nazionale che a quello Regionale, di avviare un percorso di riforma della cura dell’ambiente e del territorio. Viviamo in un’epoca in cui quotidianamente qualsiasi incontro politico si esprime intorno al tema della sostenibilità e del verde ma la realtà ci dice come si sia ancora molto lontani da una volontà reale di intervento, altrimenti nessuno sarebbe stato costretto a commentare le immagini di questi giorni. Riteniamo esistano e siano ben organizzate tutte le strutture atte a prevenire situazioni di questo tipo e che non si possa pensare di assistere a tali tragedie solo perché migliaia di ettari di territorio sono lasciati all’incuria dell’uomo. Nell’esprimere la nostra solidarietà alle comunità coinvolte e nell’impegnarci con la giusta rabbia a percorrere qualsiasi ipotesi affinché tragedie come queste non si verifichino più, auspichiamo che per una volta tanto le istituzioni affrontino seriamente e con coerenza i temi della prevenzione ambientale e dei pagamenti ecosistemici”.