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Governo, Pucillo: “Sì a ministero del mare, l’importante è che non sia una facciata o in pochi anni il settore sparirà”

L’intervista di Roberta Lanzara AdnKronos al responsabile del dipartimento pesca Flai Cgil

Sì all’istituzione di un Ministero del Mare: “E’ una richiesta che avanziamo da anni per risanare un settore al collasso attraverso l’intervento su alcuni punti che per noi sono fondamentali”. Antonio Pucillo, responsabile del Dipartimento Pesca di Flai Cgil, interviene sull’ipotesi Ministero del Mare al vaglio in quest giorni delle forze politiche del centrodestra rilevando la necessità per la pesca “di non essere più parte di un sistema che è quello dell’Agricoltura, che non ci mette tra le priorità mentre il settore pesca scende ai minimi storici per fatturato, per personale ed attività”. “Ben venga un Ministero del Mare se convoglierà in una unica direzione la discussione – sollecita il sindacalista – L’importante è che non sia una facciata. O il settore nel giro di pochi attimi sparirà”.
“L’Ue non ha tenuto in conto gli aspetti socio-economici – prosegue Pucillo – con il risultato che nel giro di 10 anni abbiamo perso migliaia di lavoratori e soprattutto che si è fermato il ricambio generazionale, in un settore che per tradizione si tramandava di padre in figlio”. Non c’è da meravigliarsene tra l’altro se si guarda poi all’aumento del gasolio dovuto alla guerra in Ucraina ed al fatto che “ormai tanto si guadagna quanto si spende, in sostanza a malapena si rientra nei costi. Anche per l’aggravio dovuto alle restrizioni normative che andrebbero revisionate: sul numero di giornate in cui poter pescare, le aree utilizzabili…”.

Ad appesantire il quadro l’assenza di “ammortizzatori sociali” ed il disinteresse verso “un sistema di retribuzione ignorato, anche se unico, del mondo della pesca per cui più si lavora più si guadagna e tutti sono compartecipi all’utile dell’Azienda….Veramente difficile oggi mantenere in piedi questa attività – conclude il sindacalista – Non possiamo più stare sotto il Ministero dell’Agricoltura”.

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