Si è svolto ieri un nuovo confronto nell’ambito della trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale degli operai idraulico forestali. Hanno preso parte all’incontro Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e le rappresentanze datoriali pubbliche e private con la presenza del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
“Durante l’incontro – informano i sindacati – abbiamo appreso che il Dipartimento della Funzione Pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha convocato una riunione per il 17 novembre con la presenza del Mipaaf, della Conferenza delle Regioni e dell’UNCEM, senza la partecipazione dei sindacati di categoria, per definire se il contratto nazionale di lavoro è di natura privatistica o pubblica. Ribadiamo la natura privatistica del contratto, chiedendo di assumere al più presto una decisione che vada in tale direzione, permettendoci di procedere speditamente al rinnovo del contratto”.  
“A prescindere dall’interpretazione dei ministeri competenti – proseguono Fai, Flai e Uila – per noi la priorità rimane il rinnovo del contratto, di cui sono privati da 8 anni i 65mila lavoratori del comparto, divenuto sempre più strategico per la prevenzione del dissesto idrogeologico, la messa in sicurezza del territorio e la valorizzazione del nostro patrimonio naturale e paesaggistico. Evidenziamo, inoltre, che i lavoratori forestali non hanno mai smesso di svolgere la propria attività durante tutta la pandemia Covid 19”.
I sindacati sottolineano, infine, che “il passaggio a un contratto di diritto pubblico comporterebbe gravi problematiche alla Regioni dal punto di vista organizzativo e finanziario, nonché problematiche occupazionali e previdenziali per i lavoratori”.
In ogni caso, Flai Fai e Uila, hanno evidenziato con forza che la Conferenza Stato Regioni, in rappresentanza delle Regioni, ed il Governo devono prendere una decisione senza ulteriori tentennamenti in merito alla natura pubblica o privatistica del contratto nazionale e dei contratti integrativi regionali, assumendosi in tal senso tutte le responsabilità delle conseguenze connesse alla loro decisione in un senso o nell’altro e, soprattutto, per evitare che la mancata decisione possa essere considerata strumentale per ritardare il rinnovo del Contratto nazionale.