La Regione Sardegna cerca il modo di tenere in vita una proposta per revisionare l’art. 48 della legge istitutiva dell’Agenzia Forestas, approvata l’anno scorso, allo scopo di soddisfare l’incauta promessa di inquadrare i lavoratori forestali nel contratto dei dipendenti diretti della Regione.
Tutto ha inizio con una demagogica petizione con cui si chiedeva di far applicare agli oltre seimila dipendenti di Forestas il contratto collettivo dei dipendenti regionali anziché quello proprio del settore lavorativo di appartenenza, con l’aspettativa di trarne grandi benefici.
“In realtà si tratta di un inganno propinato ai lavoratori: infatti – spiega Rita Poddesu, Segretaria Generale Flai Sardegna – anziché migliorare, le condizioni contrattuali e salariali dei lavoratori rischiano di peggiorare e si vorrebbe precostituire per via legislativa un modo per dare mano libera alla Direzione aziendale nella gestione del personale e dei carichi di lavoro, senza rispetto per le professionalità acquisite e senza una normativa adeguata al settore lavorativo. Tale contraddizione non si può risolvere attraverso il contratto dei dipendenti regionali, ai lavoratori dovrebbe essere applicato un contratto che ancora non esiste, distinto e adatto alle attività forestali, che però non può competere ai Consiglieri regionali di negoziare e sottoscrivere”.
Tutta questa operazione continua a tenere ancora bloccato il rinnovo contrattuale atteso da anni da tutto il personale di Forestas.
“Anche in Commissione consiliare – spiega Poddesu – abbiamo espresso contrarietà alla proposta di legge in discussione perché di fatto il proposito è quello di cancellare il CCNL per farne uno regionale di comparto, che rischia di cambiare l’inquadramento previdenziale dei lavoratori con la conseguenza di rendere impraticabile la riassunzione dei semestrali e trimestrali”.
Esprimendo netta contrarietà a tale proposta di legge, la Flai Cgil chiede che sia riconosciuta la centralità del CCNL dei forestali, comprese le sue nuove tabelle salariali, che siano aumentati i fondi per il rinnovo del CIRL integrativo, che siano avviate subito le selezioni per dare le qualifiche spettanti ai lavoratori e che si proceda con la stabilizzazione dei precari.
“Quello che viene proposto in Sardegna – dichiara Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil nazionale – ci preoccupa e soprattutto ci appare un tentativo di aggirare le vere questioni che interessano i lavoratori forestali, in primis il rinnovo del contratto e la stabilizzazione dei precari. Ma c’è di più: il pericolo è che si abbia un effetto valanga e che si vadano a strutturare dei contratti regionali in tutte le regioni meridionali con la conseguenza di far perdere ogni valore al CCNL e creare quell’effetto “spezzatino” che in più occasioni abbiamo detto di voler scongiurare. Non sono simili soluzioni quelle atte ad affrontare la vertenza forestali, una vertenza nazionale che non si può risolvere con interventi mirati unicamente ad attaccare il CCNL e quindi le peculiarità del lavoro dei forestali”.