“Ingiustificati e strumentali gli attacchi di certa stampa sull’eticità delle filiere agroalimentari italiane, con riferimento particolare a un comparto di eccellenza come quello del pomodoro. In questi anni, grazie alle denunce e alle proposte del sindacato, alcune di queste divenute legge come nel caso della 199/2016, è cresciuta la consapevolezza nel mondo delle imprese agroalimentari della necessità di rimuovere qualsiasi cono d’ombra legato allo sfruttamento del lavoro nelle filiere agroalimentari”.
Lo affermano, in un comunicato unitario, i segretari generali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil Luigi Sbarra, Ivana Galli e Stefano Mantegazza.
“I sindacati di categoria – aggiungono – hanno lavorato non solo ai tavoli istituzionali, ma anche attraverso la contrattazione nazionale e di secondo livello, con grandi progressi nelle relazioni industriali, nel controllo degli appalti, nella sicurezza e qualità del lavoro. Azione che ha portato anche a importanti risultati in materia di controlli e redazione di protocolli e disciplinari improntati alla certificazione della qualità ed eticità del lavoro lungo tutta la filiera produttiva, dalla terra alla tavola. In questo lavoro, abbiamo trovato tanta condivisione da parte delle associazioni di settore e da parte di molte aziende nel comparto, a partire da Conserve Italia, Mutti e La Doria”.
“Molta la strada fatta, e ancora tanti obiettivi da raggiungere: il prossimo 13 novembre il coordinamento nazionale RSU di Conserve Italia varerà la piattaforma per il rinnovo dell’integrativo di Gruppo che contiene molte richieste importanti, tra le quali l’impegno contrattuale a incentivare l’iscrizione alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità delle aziende agricole che conferiscono i loro prodotti a Conserve Italia”, concludono i leader di Fai, Flai e Uila.