Festival dell’accoglienza di Torino, Bilongo: “I fondi del Pnrr siano davvero destinati a cancellare i ghetti”

“E mi avete accolto”, titolo chiaro quello della seconda edizione del “Festival dell’Accoglienza”, organizzato dall’ufficio pastorale migrantes di Torino, in collaborazione con l’ufficio missionario della diocesi, sui temi dell’incontro, del confronto e dell’integrazione dei migranti che vengono a vivere nelle nostre città, per costruire insieme una nuova comunità. Un approfondimento sulle difficili condizioni di vita e di lavoro dell’avventiziato migrante. Sono decine di migliaia le donne e gli uomini che si spostano da una regione all’altra, da un distretto all’altro, (in)seguendo le occasioni di lavoro offerte dal ciclo biologico delle colture. Un autentico melting pot di culture e di lingue, accomunate da una straordinaria capacità di resilienza. I ghetti nei quali sono stipati in tante zone della penisola ne sono la riprova. Purtroppo non esistono modelli di accoglienza idonei alle loro condizioni lavorative migranti, così sono costretti a trovare rifugio in quei ghetti ben conosciuti dalle strutture territoriali Flai Cgil, che intervengono con il modus operandi del sindacato di strada. Jean-René Bilongo, Flai nazionale, Presidente dell’Osservatorio Placido Rizzotto, parla di fronte a una platea che ha appena toccato con mano le drammatiche condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori migranti dei campi di Saluzzo. Bilongo ammonisce: “Una lettura superficiale del recente “Rapporto nazionale sulle condizioni abitative dei migranti occupati nel settore agro-alimentare” curato dall’Anci, può portare a interpretazioni fuorvianti. Il censimento dei ghetti e degli accampamenti rurali informali, chiesto proprio dalla Flai nell’ambito del Tavolo nazionale caporalato, aveva l’obiettivo di fotografare gli insediamenti informali, che sono un serbatoio per lo sfruttamento e il caporalato. Ma degli oltre 8mila comuni italiani, meno della metà ha risposto al questionario dell’Anci.  Di qui l’equivoco sui numeri al ribasso che risultano dal censimento”.  Bilongo ricorda che “l’accoglienza degli stagionali è un preciso dovere, che non si può derubricare a tema periferico. Il Pnrr prevede lo stanziamento di ingenti risorse per intervenire su questa piaga. E noi dobbiamo vigilare perché i fondi siano effettivamente impegnati per superare i ghetti. Disporre di modelli operativi per l’accoglienza dignitosa delle lavoratrici e dei lavoratori stagionali riuscirà a lenire la loro estrema precarietà, che la legge 199/2016 qualifica come stato di bisogno sul quale fanno leva gli sciacalli”.

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