Ferrero, rinnovato l’integrativo. Salario, investimenti, innovazione e digitalizzazione, occupazione, professionalità e welfare per i lavoratori

“Abbiamo sottoscritto un accordo che riconosce a più di 7.000 lavoratrici e lavoratori della Ferrero Italia, oltre ad un importante aumento del premio legato ad obiettivi, che raggiunge nel triennio un montante di 7.760 euro, la conferma dei percorsi di stabilità e continuità occupazionale, particolare implementazione dei capitoli legati a formazione, professionalità e digitalizzazione e sistemi di welfare.”

Lo affermano Massimiliano Albanese, Angelo Paolella e Guido Majrone, segretari nazionali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, annunciando il rinnovo dell’accordo di gruppo Ferrero, sottoscritto in data odierna e valido fino al luglio 2026.

L’intesa prevede che nell’ultimo anno di vigenza il premio arriverà a 2.730 euro. Un importo ulteriore pari a 100 euro nell’arco di vigenza dell’accordo sarà poi destinato ai lavoratori iscritti o che decideranno di iscriversi ad Alifond, fondo di previdenza complementare del comparto. Un’attenzione particolare ha avuto il confronto sui modelli organizzativi, i riconoscimenti professionali e le connesse indennità economiche, che saranno oggetto di negoziazione in ogni sito produttivo.

È stato introdotto un capitolo dedicato alla possibilità di convertire una parte del premio in welfare consistente in servizi alle persone e alla famiglia attraverso una piattaforma digitale, a cui sarà aggiunto dall’azienda un ulteriore valore pari al 20% della quota convertita. In merito al corposo capitolo “Persone in Ferrero”, le novità riguardano 4 mezze giornate di permesso per l’inserimento dei figli al nido o alla materna ed ulteriori 4 mezze giornate di permesso per l’assistenza per situazioni particolari; ed ancora l’esonero dai turni notturni per le lavoratrici madri fino al compimento del quarto anno di vita dei figli, la prosecuzione della banca ore solidale, l’estensione dell’accordo del 2022 sul lavoro agile, applicato finora solo ad Alba, a tutti gli stabilimenti del gruppo. Un paragrafo specifico è dedicato a combattere la discriminazione e la violenza di genere.

Importante attenzione è stata dedicata alla formazione professionale, fortemente valorizzata anche ai fini dell’acquisizione delle professionalità e dei percorsi di carriera interna prevedendo l’introduzione del job posting offerto anche a tutta la popolazione operaia.

Sono stati presentati ingenti investimenti in Italia per rafforzare la presenza industriale e commerciale del settore, garanzia anche della stabilità e crescita dei livelli occupazionali.

Un altro paragrafo è stato dedicato alla digitalizzazione, un elemento che deve unire le differenti generazioni, una rivoluzione con il fine di avvicinare l’azienda ai lavoratori, alla comunicazione, alle agevolazioni. Strumenti messi a disposizione dei lavoratori per aumentare trasparenza, equità, facilitazione dei processi per tutte le persone che lavorano in fabbrica.

“Come sempre, le buone relazioni con questa azienda ci hanno permesso di rinnovare l’accordo integrativo con soddisfazione reciproca delle parti, confermando la positiva tradizione di rapporti tra Fai, Flai, Uila e il gruppo”, proseguono i sindacalisti. “Investimenti – concludono Albanese, Paolella e Majrone – che dovranno compensare il buio periodo che si sta attraversando, la pandemia, l’inflazione, il conflitto bellico, gli aumenti delle materie prime. È una azienda che ci crede e investe, cercando un punto di equilibrio tra le esigenze di impresa e le persone, in una prospettiva di lungo termine. Tutto questo, unito al modello partecipativo di relazioni sindacali presente nell’accordo, confermano l’Italia come paese centrale e di grande importanza per il futuro della multinazionale piemontese”.

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