HomeComunicatiDopo il Ceta il Governo dovrebbe fermare il trattato col Giappone

Dopo il Ceta il Governo dovrebbe fermare il trattato col Giappone

La volgare aggressione nei confronti del Movimento Stop Ttip e Ceta, al quale la Cgil aderisce, evidenzia un nervosismo degno di miglior causa.

Il trattato Canada Europa, viene contrabbandato come una scelta modernista che continua a non fare i conti con le moltissime argomentazioni che il Movimento ha prodotto in questi ultimi 5 anni di mobilitazione.

L’impostazione culturale e politica dei sostenitori del Trattato si riduce ad una sorta di riformismo ( termine invece dai contenuti molto nobili e che non accetta più di essere violentato ) che si manifesta con una concreta acquiescenza ai voleri del capitalismo in tutte le sue variegate forme.

La dimensione italiana oggi riflette una società insicura e ripiegata sulle proprie paure ed insicurezze e a questa realtà dobbiamo proprio indicare quali sono le ragioni del nostro No.

Spiegare cioè che accordi commerciali con il Canada e con il Giappone negoziati in gran segreto per molti anni rappresentano l’oscurantismo della democrazia.

Molti standard europei vengono rimessi in discussione quali quello “del principio di precauzione” che per anni ha difeso la salute di tutti i cittadini del vecchio continente cioè “prima verifico se è dannoso per la salute e poi una volta verificato immetto sul mercato”

Si apre la strada all’ingresso degli OGM di prima e di seconda generazione. In Canada, la legislazione sugli OGM è molto più permissiva che in Europa. Quindi l’accordo può bloccare l’adozione di nuove normative europee, o pregiudicarne in contenuto;

– può bloccare o ostacolare i tentativi di rafforzamento della legislazione comunitaria vigente;

– aumentarà la pressione per un cambiamento delle soglie di tolleranza della presenza di OGM;

– minaccerà i requisiti di etichettatura per gli OGM esistenti;

mina, a tutti gli effetti, il principio di “tolleranza zero” nell’Unione europea.

Viene prevista solo la tutela di 42 prodotti tipici italiani relegando in un ruolo di assoluta marginalità il sistema imprenditoriale ed il mondo del lavoro che realizza gli altri 150 prodotti doc, dop ed Igp.

E come atto finale si concede il potere alle Multinazioni di portare in causa gli Stati ( clausola ICS ) qualora quest’ultimi con le loro politiche economiche possano mettere in discussione i profitti delle grandi Corporation.

Se tutto questo è la visione illuminante del modernismo abbiamo di bisogno di accendere ancora di più i fari sul tema degli accordi commerciali e proseguire la nostra campagna informativa per bloccare anche il JEFTA l’accordo Europa Giappone.

Pietro Ruffolo

Coordinatore Politiche internazionali Flai Cgil

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