Maggiore attenzione per i lavoratori fragili, al tema della salute e sicurezza, estensione ammortizzatori per chi ne è escluso

“Esprimiamo apprezzamento per le misure contenute nel D.L. Rilancio, sia per le considerevoli risorse per proteggere i lavoratori dall’assenza di lavoro per l’emergenza COVID, e in particolare per i settori dell’agroindustria, che per le risposte aggiuntive date alle richieste del sindacato di prolungamento dei periodi di ammortizzatori e in particolare per la Cisoa. Tuttavia, la Flai Cgil chiede di porre maggior attenzione nella conversione in legge su alcuni punti che presentano criticità”.

Lo dichiara in una nota Tina Balì, Segretaria nazionale Flai Cgil, che è intervenuta questa mattina all’audizione in Commissione Agricoltura alla Camera.

“Chiediamo, innanzitutto, maggiore attenzione per i lavoratori fragili, cioè coloro, come gli stagionali, che non possono essere occupati, perché per patologie pregresse o altre condizioni di fragilità, sono più a rischio contagio o coloro che al momento sono in malattia senza altre coperture”.

“Poi – prosegue la Segretaria della Flai – sollecitiamo l’estensione degli ammortizzatori agli impiegati forestali e ad alcuni segmenti della pesca che al momento ne sono esclusi. Sugli ammortizzatori è necessario anche accelerare l’erogazione dei pagamenti, i lavoratori non possono aspettare oltre. Sui bonus per lavoratori agricoli e stagionali ribadiamo che si tratta di una misura positiva, ma un bonus è temporaneo e non garantisce né reddito, né contribuzione, per noi l’obiettivo finale deve essere la garanzia di lavoro stabile e di qualità”.

“Riteniamo inoltre che una maggiore attenzione vada posta gli aiuti alle imprese: devono avere più condizionalità verso quelle imprese virtuose che assumono e stabilizzano i lavoratori e le lavoratrici e investono in formazione e innovazione”.

“Infine, sulla sicurezza, – conclude Tina Balì – anche nell’ambito del provvedimento sulla regolarizzazione, riteniamo che l’attenzione e il rispetto di tutte le misure sulla sicurezza non può essere garantito e non può fermarsi alle porte dei luoghi di lavoro, è necessario pensare a chi vive nei ghetti, negli alloggi informali, adoprandosi per trovare soluzioni alloggiative dignitose. In questo senso l’applicazione totale della Legge 199/2016 è l’obiettivo da perseguire. Non c’è una soluzione o una misura utile, se è vista in maniera a sé stante, ma tutte devono andare verso un unico obiettivo: migliorare le condizioni di chi lavora e ridurre le disuguaglianze”.