“In merito al DECRETO LEGGE 28 ottobre 2020, n. 137, il D. L. Ristori, rileviamo importanti criticità per il settore dell’agroindustria, che di fatto escludono inspiegabilmente lavoratori e lavoratrici del settore da alcune necessarie misure previste”. Lo dichiarano in una nota Tina Balì e Davide Fiatti, Segretari nazionali Flai Cgil.

“In particolare, l’articolo del Decreto Ristori (art. 15) che prevede il riconoscimento di una indennità pari a 1000 euro ai lavoratori dipendenti appartenenti a determinate categorie, inspiegabilmente non ricomprende i lavoratori del settore agricolo OTD (Operai a Tempo Determinato) che, seppur colpiti dagli effetti della pandemia, si sono visti riconoscere soltanto una indennità di 600 euro per il mese di marzo e di 500 euro per il mese di aprile.

Anche la cassa integrazione per i lavoratori agricoli, la CISOA, non viene prorogata fino al 31 gennaio 2021, laddove (art. 12) per altri lavoratori è previsto”.

“Penalizzati – proseguono Fiatti e Balì – anche i lavoratori agricoli OTD che si trovano in quarantena; questi lunghi periodi di malattia vanno ad influire in maniera penalizzante sul calcolo della disoccupazione agricola; per ovviare a questa penalizzazione proponiamo di intervenire affinché le giornate di sospensione per le quali viene percepita l’integrazione in deroga, siano equiparate al lavoro ai fini del calcolo della disoccupazione agricola”.

“Chiediamo al Governo – concludono i due Segretari – di intervenire tempestivamente per allargare la platea dei beneficiari delle misure previste dal Decreto Ristori, sanando un vero e proprio vulnus nei confronti dei lavoratori del settore agricolo, che, nell’emergenza che stiamo vivendo, hanno diritto a tutte le tutele previste per altri settori. Come Flai Cgil non smetteremo di chiedere e pretendere che siano riconosciute le indennità e le misure previste dal Decreto Ristori a tutti i lavoratori agricoli.