CETA. Cipro dice no

Anche il Parlamento italiano faccia la sua parte

“Da un piccolo stato membro dell’Unione Europea, è arrivato, finalmente, il coraggio di dire basta. Con 37 voti contrari e solo 18 favorevoli, il Parlamento della piccola Cipro ha detto NO al trattato di libero scambio fra UE e Canada. Tutti i partiti, ad eccezione della destra, hanno votato contro il CETA, opponendo diverse motivazioni: dai rischi del tribunale ICS, costruito su misura per le multinazionali che vogliono fare causa agli stati, alla mancata protezione dei prodotti tipici, esposti alla pirateria alimentare doltreoceano. E poi i pericoli delluso troppo disinvolto di pesticidi come il glifosato, che in Canada viene utilizzato per seccare il grano prima della raccolta, e la paura di accrescere ulteriormente il potere delle grandi imprese. Tutte ragioni per le quali anche la Campagna StopTTIP/CETA Italia, di cui la CGIL nazionale è componente fondamentale, si è sempre battuta, e intorno alle quali la società civile europea ha da tempo aggregato milioni di persone”. Così Pietro Ruffolo, Dipartimento Politiche Europee ed Internazionali Flai Cgil, commenta il recente voto di Cipro sul CETA.

“Adesso, il trattato, che si trova in applicazione provvisoria nonostante sia stato ratificato soltanto da 15 Paesi membri (fra i più importanti Spagna, Austria, Svezia, Portogallo e Regno Unito, che ora è uscito dallUE), può saltare e le sue disposizioni non essere mai più applicate. Cipro dovrà notificare alla Commissione Europea il suo rifiuto, e in tal modo il percorso potrebbe diventare definitivo e irreversibile. Certo – prosegue Ruffolo – Bruxelles non accetterà passivamente questa scelta pesantissima. Sono in corso trattative febbrili tra la Commissione europea e il Governo cipriota per far rientrare questa decisione. Tuttavia, il voto di Cipro sul CETA va valutato, oggi, come un fatto inedito nella storia dei trattati commerciali europei. I segni di una delusione nei confronti del progetto neoliberista dellUnione Europea sono evidenti. Lo dimostra il fatto che già in Italia la Campagna Stop TTIP/CETA era riuscita a bloccare lavvio delliter di ratifica nel 2017. In questo momento, il dossier è in fondo ad un cassetto aspettando tempi migliori. Anche in Francia, dopo aver cercato lapprovazione del CETA in Assemblea nazionale, Macron ha visto il Parlamento spaccarsi e ha deciso di sospendere il processo di ratifica”.

“Il no di Cipro al CETA – conclude Pietro Ruffolo – è una vittoria di tutti e ora deve essere portata fino in fondo. Il Parlamento italiano, nel quale i due terzi degli eletti ha promesso in campagna elettorale di bocciare il trattato, può fare la sua parte. Deve trovare il coraggio di calendarizzare un voto contrario al CETA e al trattato con UE-Mercosur. Non ci sono più alibi”.

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