Fai, Flai e Uila esprimono perplessità per le dichiarazioni rese da Federalimentare rispetto alla richiesta di aumento salariale presentata nella piattaforma di rinnovo dei contratti nazionali dell’industria e della cooperazione alimentare. I sindacati considerano “frettolose” le dichiarazioni in quanto non è stato ancora possibile un confronto, che ci sarà all’inizio della trattativa, sui criteri di calcolo utilizzati per la richiesta di incremento.

 

“Le parti per la definizione degli aumenti salariali hanno sempre preso a riferimento come unici parametri lo stato di salute del settore e la difesa del potere di acquisto delle retribuzioni, secondo quanto previsto nell’articolo 51 della dichiarazione comune del Ccnl dell’industria alimentare” spiegano i sindacati.

 

“La scelta di richiedere un aumento salariale di 205 euro trova fondamento proprio nelle straordinarie performance del settore alimentare che, in questi anni, ha raggiunto risultati che non hanno eguali negli altri settori del manifatturiero italiano. Secondo gli ultimi dati pubblicati domenica su alcuni quotidiani nel 2018 il Made in Italy agroalimentare nel mondo ha toccato i 41 miliardi di euro aumentando del 2,5%, nonostante le tensioni Usa-Cina abbiano comunque rallentato la crescita rispetto all’anno precedente” proseguono Fai, Flai e Uila. “Ricordiamo inoltre che il prossimo contratto avrà validità 4 anni un periodo lungo in cui è necessario difendere il potere d’acquisto delle retribuzioni e aumentare la capacità di spesa di lavoratrici e lavoratori.”