HomeComunicatiBirra Peroni: rinnovato integrativo di gruppo per 1.400 lavoratori

Birra Peroni: rinnovato integrativo di gruppo per 1.400 lavoratori

È stato rinnovato nel pomeriggio il contratto integrativo del Gruppo Peroni, valido per il quadriennio 2018-2021 che interessa circa 1.400 lavoratori.

Ne danno notizia il coordinatore nazionale Fai-Cisl Alessandro Anselmi e i segretari nazionali Flai-Cgil Marco Bermani e Uila-Uil Pietro Pellegrini che hanno condotto le trattative.

“L’accordo, nonostante il contesto di mercato positivo rispetto a quello di 3 anni fa, giunge a conclusione di un percorso di trattative complesso e non privo di momenti di tensione. Ciò nonostante, si è giunti a un risultato positivo che segna importanti conquiste, sia sotto il profilo normativo che economico”.

Sul fronte normativo vengono rafforzate le relazioni industriali attraverso la costituzione di Commissioni tecniche bilaterali su argomenti specifici quali formazione, sicurezza e welfare. In tema di conciliazione vita lavoro, oltre a confermare quanto conquistato con l’integrativo precedente, viene concesso 1 giorno di permesso in più per l’assistenza ai figli affetti da patologie gravi e viene introdotto lo smart working.

In materia di sicurezza sarà garantito il servizio di sanificazione e lavaggio abiti a carico dell’azienda.

Nel capitolo occupazione, oltre ad aver incrementato gli attuali livelli occupazionali, si conferma il sistema delle cd. “vasche comunicanti” per garantire la progressiva stabilizzazione dei dipendenti assunti inizialmente in somministrazione e garantire il ricambio generazionale.

Sul versante economico il premio connesso alla metodologia di lavoro WCM è incrementato di 50 euro, mentre il premio di partecipazione per la parte produttiva sarà nel quadriennio pari a 9.740€ € così distribuiti: 2.295 euro nel 2018, 2.375 nel 2019, 2.475 nel 2020 e 2.595 nel 2021; con un aumento di 300 euro a regime rispetto al contratto precedente.

Infine, si prevede la possibilità di utilizzare una quota di premio variabile in welfare sociale, per avere servizi dedicati prioritariamente alla previdenza complementare, all’assistenza sanitaria e alla genitorialità. Coloro che opteranno per questa soluzione avranno un incremento della quota a carico dell’azienda.

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