“Coca Cola non può fare come Ponzio Pilato e lavarsi le mani dal licenziamento di ventiquattro lavoratori da parte di Bevservice”. È quanto si legge in un comunicato unitario di Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil. “Siamo solo all’ultimo atto di una vicenda che si protrae dal 2013, anno di nascita di Bevservice da una costola di Coca Cola”. Da allora, rimarcano i sindacati, “la forza lavoro dell’azienda si è ridotta da 300 a 94 persone. Oggi l’ennesimo colpo, con l’apertura di una procedura di licenziamento collettivo. E pensare che fu proprio l’A.D. di Coca Cola Hbc di allora, Sotiris Yannopoulos a promettere nel 2012 un radioso futuro a questi lavoratori. Lo ha fatto alla vigila della costituzione della new co. di cui Coca Cola ha mantenuto il 20% delle quote, rimanendo principale cliente. Una scelta che ha dato frutti notevoli sul fronte economico, con utili che hanno superato i 30 milioni di euro negli ultimi quattro anni. Allora ci chiediamo se non si stia compiendo l’ennesimo atto di macelleria sociale per esternalizzare lavoro e aumentare profitti a scapito dei diritti di centinaia di persone. E’ giunto il momento che Coca Cola si faccia sentire per far tornare Bevservice al tavolo della trattativa dopo lo strappo del 23 marzo. Di certo c’è che Fai, Flai e Uila proseguiranno le azioni di mobilitazione a sostegno di tanti lavoratori e tante famiglie che invocano dignità e meritano rispetto”.