Al via da venerdì le iniziative nelle marinerie

“Lo scorso anno, con il PROGETTO PESCA della FLAI CGIL, abbiamo realizzato la ricerca “Il nostro mare lo salvi chi può”, per affrontare il tema dell’inquinamento prodotto dalla plastica nei nostri mari, ne è uscito un quadro preoccupante e non solo per l’ambiente, ma per il futuro di questo settore: si stima che sulla superficie marina globale, siano presenti circa 5,25 trilioni di pezzi di plastica; e si calcola che nel Mar Mediterraneo siano presenti in superficie tra 1.000 e 3.000 tonnellate di accumulo di plastica. Oggi proseguiamo il lavoro di quella ricerca con “Il pescatore di plastica”, un nuovo lavoro che affronta il tema del rifiuto in mare e di come, una volta ‘pescato’, deve essere trattato e stivato sull’imbarcazione, fornendo informazioni utili alla salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori. La nuova campagna parte questo fine settimana in varie marinerie d’Italia”. Ne dà notizia la Flai Cgil in una nota.

“La plastica – spiega la Flai Cgil – sporca l’imbarcazione, danneggia l’attrezzatura, fa perdere del tempo durante l’attività di cernita del pescato, è pericolosa per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Crediamo sia necessario mettere in campo delle soluzioni e partire con il recupero di quanto è già presente nei nostri fondali sarebbe un buon inizio. I pescatori posso svolgere questa attività, trasformando un problema in una risorsa e nello stesso tempo tutelerebbero la filiera e l’ambiente. Per fare questo è necessario avviare un percorso di formazione e informazione dei lavoratori sul giusto modo con cui vanno maneggiati e stoccati i rifiuti che vengono trovati in mare”.

“Da qui il proseguo del lavoro iniziato con la ricerca “Il nostro mare lo salvi chi può” che oggi si articola ne “Il pescatore di plastica” per avviare un percorso di recupero ambientale dei nostri mari ma soprattutto, un’opportunità di sviluppo occupazionale”.