Mantova. Il caldo uccide ancora nei campi. Muore operaio agricolo di 55 anni

Mantova. Il caldo uccide ancora nei campi. Muore operaio agricolo di 55 anni

Haddad Taher, 55 anni, operaio agricolo è morto nel pomeriggio di ieri a Borgocarbonara, nel Mantovano, mentre stava raccogliendo angurie nei campi di un’azienda agricola di Magnacavallo. L’uomo si è accasciato a terra durante il lavoro, tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un malore legato alle alte temperature.

Bisogna ripensare gli interventi a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici agricole per i colpi di calore;“ dichiara Silvia Guaraldi segretaria nazionale della FLAI CGILnon sono sufficienti le ordinanze a fronte di un clima sempre più torrido. Incidenza dell’umidità, calore effettivamente percepito, stanchezza e prostrazione che si accumula nei giorni di stress termico impongono di rivedere le modalità di lavoro ipotizzando anche impianti illuminanti che consentano il lavoro nelle ore più fresche.

La FLAI CGIL nelle settimane scorse ha presentato il Vademecum contrattuale per proteggere i lavoratori dal caldo estremo: uno strumento operativo da cui si evince come l’intervento del sindacato sia fondamentale per prevenire i rischi da caldo, migliorare l’organizzazione del lavoro, introdurre pause e turnazioni, ridefinire gli orari, garantire l’accesso all’acqua e alle aree ombreggiate, rafforzare la formazione, tutelare i lavoratori più vulnerabili, limitare lo sforzo fisico, prevedere misure preventive e rotazioni delle mansioni.

Le ondate di calore non rappresentano più eventi eccezionali – si precisa nel vademecum – ma una condizione strutturale che chiede nuove politiche di prevenzione. Salute e sicurezza sul lavoro, giustizia climatica e diritti sociali sono oggi strettamente collegati”.

Dal territorio interviente Ivan Papazzoni, segretario della FLAI CGIL di Mantova “Non si può morire di lavoro. Non sono sufficienti le poche regole adottate sul fermo dell’attività lavorativa sotto il sole dalle 12,30 alle 16. Le istituzioni e i datori devono assumersi maggiori responsabilità e devono ascoltare le voci del sindacato

La morte di Haddad non è un caso isolato ma l’ennesimo episodio che riporta l’attenzione sui rischi legati al lavoro agricolo in condizioni climatiche estreme.

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