Bracciante ferito e abbandonato in strada, Flai Cgil Veneto: “Il risultato di un sistema economico e produttivo che continua a produrre vittime e sfruttamento”

Bracciante ferito e abbandonato in strada, Flai Cgil Veneto: “Il risultato di un sistema economico e produttivo che continua a produrre vittime e sfruttamento”

La vicenda emersa nel Vicentino, che vede coinvolto un lavoratore straniero proveniente dall’India, impiegato in nero in una azienda agricola della zona, ferito gravemente e successivamente abbandonato nel cuore della notte lungo una strada, suscita indignazione e rabbia.

Giosuè Mattei, Segretario generale Flai Cgil Veneto: “Sarà la magistratura ad accertare fatti e responsabilità, ma una cosa è già chiara: quando un lavoratore viene trattato come un oggetto da utilizzare e poi scaricare, siamo di fronte alla negazione più brutale della dignità umana e del valore del lavoro. È l’ennesimo episodio che richiama alla memoria la tragedia dell’estate del 2024 di cui è stato vittima Satnam Singh nell’Agropontino. Se le informazioni raccolte dovessero trovare conferma, ci troveremmo davanti all’ennesima manifestazione di un modello produttivo che continua a reggersi sullo sfruttamento delle persone più fragili, dei lavoratori migranti, di chi vive sotto il ricatto del bisogno, della paura e dell’isolamento. Come Flai Cgil, da anni denunciamo che il lavoro nero, il caporalato, le false cooperative, gli appalti al massimo ribasso e l’assenza di controlli efficaci non sono fenomeni marginali. Sono il lato oscuro di un sistema economico che produce profitti per pochi e precarietà e sfruttamento per molti. Le cause che richiamiamo quali responsabili che alimentano questo sistema sono riconducibili al combinato disposto dei così detti Decreti Flussi e alla Legge Bossi-Fini di cui chiediamo la cancellazione”.


Quando una persona ferita viene abbandonata invece di essere soccorsa – continua Mattei – il problema non riguarda soltanto chi ha compiuto quel gesto. Il problema è una cultura dello sfruttamento che considera alcuni lavoratori sacrificabili, invisibili, privi di diritti. È la stessa cultura che alimenta salari bassi, orari insostenibili, lavoro irregolare e condizioni di vita indegne. Non basta l’indignazione di circostanza che puntualmente segue ogni tragedia: servono controlli straordinari nei luoghi di lavoro, un rafforzamento immediato degli organici ispettivi, una lotta senza quartiere al lavoro nero e a tutte le forme di intermediazione illecita della manodopera”.


La Flai Cgil Veneto continuerà a stare dalla parte di chi lavora, di chi denuncia, di chi troppo spesso non ha voce. Non possiamo accettare che ci siano lavoratori trattati come merce e che il profitto venga prima della vita umana. Ogni volta che un lavoratore viene sfruttato, ferito, abbandonato o costretto al silenzio, viene colpita l’intera comunità democratica. Per questo la lotta contro lo sfruttamento non è soltanto una battaglia sindacale: è una battaglia di civiltà.

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