Arresti per sfruttamento di lavoratori migranti impiegati in agricoltura

Arresti per sfruttamento di lavoratori migranti impiegati in agricoltura

Flai Cgil e Cgil Basilicata: “Inaccettabile vedere lavoratori ridotti in schiavitù. Rafforzare l’azione di prevenzione e contrasto al caporalato” 

La Flai Cgil Basilicata e la Cgil Basilicata esprimono soddisfazione per l’operazione della Dda di Potenza che ha sgominato una organizzazione criminale dedita allo sfruttamento dei braccianti stagionali migranti in agricoltura. È inaccettabile continuare ad assistere a fatti di questo genere, con decine di uomini e donne che hanno già alle spalle storie ed esperienze terribili ridotti in schiavitù, ricattati e in condizioni disumane“.

Lo affermano i segretari generali Fernando Mega (Cgil Basilicata) e Vincenzo Pellegrino (Flai Cgil Basilicata). “L’esito dell’operazione è anche frutto dell’impegno del sindacato di categoria della Cgil, che da anni è in prima linea per la lotta al caporalato collaborando con le forze dell’ordine affinché questa piaga sociale possa finalmente essere sconfitta. Le indagini in questione – proseguono – hanno riguardato prevalentemente la Val d’Agri e alcune zone del Metapontino, già attenzionate dalla Flai Cgil e oggetto di numerosi interventi degli organi preposti al controllo e alle sanzioni. Fatti di cronaca come questi mettono in evidenza quanto sia importante l’azione di prevenzione sui territori, che va rafforzata, e il rapporto diretto con i lavoratori, che adesso vanno tutelati e assistiti e a cui va restituita dignità in quanto persone innanzitutto e poi in quanto lavoratori. Come Cgil presteremo ogni tipo di assistenza necessaria alle vittime di questo ennesimo episodio di caporalato e continueremo a monitorare i territori interessati e ad incontrare i lavoratori agricoli migranti offrendo loro assistenza linguistica, legale e mediazione culturale“.

Per Mega e Pellegrino l’episodio pone anche un’altra questione: “Il cosiddetto Decreto Flussi per l’ingresso di lavoratrici e lavoratori stranieri oltre ad essere palesemente inefficace continua a produrre irregolarità e ingiustizie. Non è mai stato uno strumento per garantire ingressi legali e sicuri perché si basa sull’incrocio tra domanda e offerta di lavoro a distanza”.

Negli ultimi anni sono state introdotte alcune modifiche positive che però non sono sufficienti a superare i ritardi cronici, la mancanza di trasparenza e l’opacità dei meccanismi di intermediazione che continuano a lasciare migliaia di persone nelle mani di sfruttatori e soggetti senza scrupoli, come dimostrato dagli arresti di oggi.

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