Bakary Sako: un lavoratore agricolo assassinato. La FLAI CGIL chiede verità e giustizia

Bakary Sako: un lavoratore agricolo assassinato. La FLAI CGIL chiede verità e giustizia

Bakary Sako aveva 35 anni, era originario del Mali, risiedeva regolarmente in Italia. Dopo la chiusura del ristorante cinese dove era assunto da anni con un contratto a tempo indeterminato, aveva iniziato a lavorare come operaio agricolo. All’alba del 9 maggio 2026, prima di recarsi al lavoro nella zona di Massafra, è stato aggredito e ucciso da un gruppo probabilmente di minorenni in piazza Fontana, nella Città Vecchia di Taranto per cause ancora da accertare. 

«Un uomo gentile e composto, che non sapeva cosa fossero gli eccessi» – lo descrive così Caterina Contegiacomo, attivista di Mediterranea Saving Humans e amica intima della famiglia Sako. «Oggi è arrivato il fratello di Bakary, siamo stati in Questura. Non ci hanno voluto dare i suoi effetti personali. Non sappiamo dove lavorava, e non sappiamo se e che tipo di contratto avesse. Ma sappiamo che non si può morire così. Senza senso, senza un perché. Taranto è diventata una città incattivita dall’odio razziale. Questo è un dato certo».

Bakari voleva realizzare il suo progetto di vita: aveva scelto di vivere a Taranto e voleva portare in Italia la sua famiglia ma non poteva permettersi di rimanere senza lavoro. La FLAI CGIL esprime cordoglio alla famiglia di Bakary e chiede che le indagini facciano piena luce sulle responsabilità dell’omicidio e che gli autori siano identificati e perseguiti. “Occorre aprire con urgenza una riflessione seria sul clima di odio razziale che avvelena il territorio e sul vuoto di politiche sociali che lo alimenta” è netta la posizione di Matteo Bellegoni, capo dipartimento migrazione e caporalato FLAI CGIL. 

Il sindacato chiede che venga accertata la posizione lavorativa di Bakary Sako, perché ogni lavoratore ha diritto al riconoscimento e alla tutela della propria vita lavorativa e chiede alle istituzioni di Taranto e alla Regione Puglia di aprire con urgenza una riflessione seria sul clima di odio razziale che avvelena il territorio e sul vuoto di politiche sociali che lo alimenta.

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