Sfruttamento in agricoltura, la FLAI porta l’Europa nel ghetto di Borgo Mezzanone: “Dalla Marcia degli invisibili alle tutele UE”

Sfruttamento in agricoltura, la FLAI porta l’Europa nel ghetto di Borgo Mezzanone: “Dalla Marcia degli invisibili alle tutele UE”

A meno di un anno di distanza dalla visita di luglio 2025, una delegazione del Parlamento Europeo (Commissione EMPL) e i vertici del sindacato europeo EFFAT faranno tappa domani a Borgo Mezzanone, la più grande baraccopoli d’Italia. Ad accompagnarli, la FLAI CGIL, che nel ghetto del foggiano non solo interviene quotidianamente, ma gestisce un ufficio sindacale di prossimità per garantire diritti e tutele ai 1000 braccianti residenti, uomini e donne tutt’altro che invisibili.

“Andare a Borgo Mezzanone con una delegazione europea significa dare continuità a quel grido di dignità che abbiamo sollevato il 28 marzo durante la ‘Marcia degli Invisibili’. Bisogna combattere la condizione di invisibilità a cui si vogliono ridurre questi lavoratori e queste lavoratrici, dietro ogni prodotto agricolo che arriva sulle tavole europee ci sono persone vittime di un sistema di sfruttamento che nega acqua, luce e dignità”– afferma Antonio Ligorio, segretario generale della Flai Puglia. Netta anche la posizione del Segretario Generale Flai Foggia, Giovanni Tarantella “Portare l’Europa dentro il ghetto di Borgo Mezzanone significa che finalmente la lotta contro lo sfruttamento supera i confini regionali”.

Per la Flai non è più accettabile riconoscere in Borgo Mezzanone una zona franca nel cuore dell’Europa. Lo dice bene Andrea Coinu, Responsabile esteri del sindacato dell’agroindustria che afferma: “L’Europa deve agire prontamente con una direttiva vincolante contro il caporalato e il subappalto abusivo, rendendo la condizionalità sociale il centro della PAC: i sussidi vadano solo a chi rispetta i contratti. Superare le baraccopoli è possibile solo attraverso un’azione coordinata tra UE e Stati che garantisca trasporti regolari e alloggi dignitosi, trasformando l’integrazione da emergenza a diritto strutturale”.

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