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Migranti: Mininni, “la strage durante il ciclone Harry è una tragedia evitabile, con responsabilità politiche”

Migranti: Mininni, “la strage durante il ciclone Harry è una tragedia evitabile, con responsabilità politiche”

“Le politiche migratorie hanno generato un cono d’ombra in cui le vite umane smettono di essere visibili”. È il duro monito di Giovanni Mininni, segretario generale della Flai Cgil, nel commentare i dati agghiaccianti diffusi questa mattina da Mediterranea Saving Humans, secondo i quali, sommando le notizie giunte da canali ufficiali e le testimonianze raccolte da Refugees in Libia e Tunisia, potrebbero essere 1000 i migranti dispersi nel mare Mediterraneo durante il ciclone Harry. “Mentre i governi rivendicano il calo degli sbarchi, le testimonianze rilanciate da Mediterranea raccontano una realtà diametralmente opposta” continua Mininni.

Le ricostruzioni collegano la tragedia a 8 diverse imbarcazioni partite da Sfax, in Tunisia, tra il 14 e il 21 gennaio 2026. I giorni in cui il Mediterraneo è stato investito dal Ciclone Harry, una tempesta di inaudita violenza, con onde di 16 metri e raffiche di vento cicloniche. Ci sono poi le voci raccolte da Refugees in Libia e Tunisia, che forniscono un quadro ancora più ampio e allarmante, e parlano di diverse partenze di convogli da diversi punti della costa tunisina a partire dal 15 gennaio scorso.

L’accusa delle organizzazioni umanitarie e della Flai è chiara: ci troviamo di fronte alla più grande tragedia degli ultimi anni lungo le rotte del Mediterraneo centrale. “Una tragedia evitabile, se ci fosse stata la volontà di arginarla – aggiunge il segretario del sindacato dell’agroindustria -, una catastrofe che si configura come il risultato di un sistema che ha deliberatamente indebolito la rete di salvataggio proprio mentre la crisi climatica rendeva il mare ancora più ostile”.

In questo “cono d’ombra” denunciato da Mininni, il Ciclone Harry, “non ha solo risucchiato le persone, ma ha stracciato qualsiasi brandello di giustificazione a politiche che, ignorando i segnali d’allarme, hanno trasformato un uragano annunciato in un massacro più che prevedibile”.

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