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Macerata, stato di agitazione alla Unifrutti dopo i 18 esuberi annunciati

Macerata, stato di agitazione alla Unifrutti dopo i 18 esuberi annunciati

C’è sconcerto e preoccupazione tra i lavoratori del grossista di frutta e verdura Unifrutti distribution Spa, che ha una sede a Montecosaro, in provincia di Macerata. Dopo i 18 esuberi annunciati lo scorso dicembre dall’azienda – di cui dodici appunto nella sede di Montecosaro, due al magazzino di Ancona, due nella filiale di Padova, uno in quella di Livorno – un confronto vero e proprio con la dirigenza non è mai decollato. Ora il timore è che questi lavoratori restino senza lavoro e senza alcun sostegno. Per questo i dipendenti hanno proclamato lo scorso giovedì lo stato di agitazione.

C’è il rischio concreto, si legge in un comunicato sindacale firmato da Flai Cgil Macerata e Fisascat Cisl Marche diramato giovedì, che “anche la fase amministrativa davanti al Ministero, dopo il mancato accordo nella fase sindacale, finisca in un nulla di fatto”.

“L’azienda – si legge ancora nel comunicato – negli ultimi due mesi non ha mai concretamente mostrato reale volontà di trovare soluzioni alternative ai licenziamenti né, ad oggi, ha ancora dato riscontro alle proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali che potevano rappresentare un sollievo e un ristoro alla perdita di lavoro per persone con decennale anzianità di servizio presso l’azienda (fin dai tempi della gestione Eleuteri) e con un’età che rende difficile una rapida ricollocazione nel mondo del lavoro”.

“C’è forte sconcerto – prosegue la nota – sull’assenza di qualsiasi interlocuzione costruttiva e sulla volontà dell’azienda – fondata nel lontano 1948 da Guido De Nadai e passata nel 2022 nelle mani di Adq, fondo sovrano di investimento con sede ad Abu Dhabi, con all’attivo asset per un valore complessivo superiore ai 250 miliardi di dollari – di procedere con disinvoltura a spostare pezzi di attività ad altre società del medesimo gruppo senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze sul piano sociale e anche del futuro complessivo di una realtà che ha costituito da decenni un riferimento importante del settore”.

I lavoratori, termina il comunicato sindacale, “auspicano che in questi ultimi giorni si palesi una concreta volontà di confronto da parte di una società facente parte di un gruppo multinazionale che si presenta come modello di riferimento nel mercato e che certo non ha alcun problema né economico né finanziario e che ad oggi, nella sostanza, non ha mai ritenuto di avviare un confronto serio con i propri collaboratori, pur non mancando mai di dichiarare (ma, evidentemente, solo nei comunicati a uso e consumo del pubblico) il rispetto per la forza lavoro e le comunità coinvolte tra i suoi valori fondanti e di aderire a elevati standard etici, di cui però, nei fatti, non si vede purtroppo traccia”.

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