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Gli effetti della riforma dei Comitati aziendali europei nell’agroindustria, il 13 gennaio la conferenza a Bologna

Gli effetti della riforma dei Comitati aziendali europei nell’agroindustria, il 13 gennaio la conferenza a Bologna

Martedì 13 gennaio alle ore 10 a Bologna si terrà l’iniziativa “Cae nell’agroindustria. Effetti della nuova direttiva”, un’occasione di confronto dedicata alla riforma con cui l’Unione europea ha modificato il funzionamento e le prerogative dei Comitati aziendali europei (i Cae, appunto, ndr).

All’evento, che si terrà presso la Camera del lavoro del capoluogo emiliano, interverranno Monica Ceremigna del dipartimento Internazionale Cgil; Enrico Somaglia, segretario generale dell’Effat; Silvia Spera, segretaria nazionale Flai Cgil; le delegate e i delegati presenti. Introdurrà Andrea Coinu, capo dipartimento Internazionale Flai, e chiuderà il segretario nazionale Angelo Paolella.

I Comitati aziendali europei, istituiti nel 2009, sono organi per l’informazione e la consultazione dove vengono rappresentate lavoratrici e lavoratori europei delle imprese multinazionali con più di mille dipendenti che operano in almeno due paesi dell’Ue o dello Spazio economico europeo. Si tratta di organi che garantiscono il coinvolgimento di chi lavora nelle decisioni strategiche delle multinazionali che riguardano ristrutturazioni, fusioni, delocalizzazioni o transizioni industriali con impatto transnazionale.

Lo scorso ottobre il Consiglio dell’Ue ha approvato una direttiva che riforma l’istituto dei Cae, nell’ottica di rendere più efficace la rappresentanza dei lavoratori. Tale revisione prevede: nuove sanzioni più efficaci per il non rispetto del diritto all’informazione dei lavoratori, un migliore accesso alla giustizia per i Comitati, la definizione più accurata delle “questioni transnazionali” rispetto alle quali i lavoratori delle multinazionali devono essere informati, il riconoscimento del ruolo delle Federazioni sindacali europee, un indebolimento delle clausole di riservatezza dell’azienda, l’eliminazione graduale degli accordi esentati precedenti al 1994, la garanzia della parità di genere nei Cae, l’introduzione di un minimo di due riunioni l’anno. A partire dalla data di entrata in vigore della direttiva, gli Stati hanno due anni per recepirla nelle loro legislazioni nazionali.

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