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Caltanissetta, confermate in appello le condanne per l’omicidio di Adnan Siddique. Flai: Lo onoreremo con la nostra lotta

Caltanissetta, confermate in appello le condanne per l’omicidio di Adnan Siddique. Flai: Lo onoreremo con la nostra lotta

La Corte d’appello di Caltanissetta ha confermato ieri le condanne di primo grado per la vicenda dell’assassinio di Adnan Siddique, il giovane pakistano ucciso a Caltanissetta il 3 giugno del 2020, all’età di 32 anni. Siddique, che viveva in Italia da diversi anni e faceva l’operaio manutentore, aveva sostenuto suoi connazionali nel tentativo di denunciare lo sfruttamento e il caporalato nei campi che stavano vivendo sulla propria pelle. Quella che ha subito è stata una vera e propria spedizione punitiva, che si è consumata nei pressi della sua abitazione, quando un gruppo di aggressori si è accanito contro di lui ferendolo mortalmente con coltelli e altri corpi contundenti.

«Adnan Siddique è stato ucciso perché aveva scelto di non chinare la testa – commentano in una nota Antonino Russo e Giuseppe Randazzo, segretari generali di Flai Sicilia e Flai Caltanissetta -. La Flai ha l’obbligo morale e politico di continuare quella battaglia con la stessa rabbia e la stessa determinazione».

La Flai Cgil di Caltanissetta si era costituita parte civile già nel processo di primo grado, a tutela della memoria di Adnan e di tutte le lavoratrici e i lavoratori agricoli che quotidianamente subiscono condizioni di sfruttamento da parte di chi approfitta del loro stato di bisogno.

«La decisione della Corte ribadisce la gravità del delitto e riconosce il contesto di intimidazione e violenza che ha portato al tragico assassinio – proseguono i due segretari -. La conferma delle condanne è un messaggio chiaro: il caporalato è un crimine che continua a trasformare uomini e donne in manodopera usa e getta, negando loro diritti, dignità e sicurezza. Senza ipocrisia siamo in presenza di una vera e propria schiavitù moderna. Donne e uomini pagati 3-4 euro l’ora, senza contratti, sfruttati e umiliati nelle campagne nissene e in quelle siciliane».

«La Flai – chiosano Russo e Randazzo – rinnova la propria vicinanza alla famiglia di Adnan Siddique e ribadisce il proprio impegno nella lotta quotidiana al caporalato, alle violenze e agli abusi, per un modello di lavoro agricolo fondato su diritti, sicurezza e rispetto della dignità delle persone. Onoreremo Adnan con i fatti, mettendo a disposizione i nostri sportelli, presidiando i campi fin dall’alba attraverso la pratica del sindacato di strada, denunciando ogni singolo sfruttatore. Fino a quando l’ultimo bracciante non sarà libero, la nostra lotta non si fermerà».

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