Pesca. Ancora morti sul lavoro. Governo intervenga per prevenire altre tragedie

Necessaria l’applicazione del Testo Unico 81/2008 anche ai lavoratori della pesca

“E’ di due giorni fa l’ennesima tragedia nel mare, nel Gargano è morto un pescatore imbarcato su un peschereccio della marineria di Molfetta. Siamo davanti ad un ripetersi preoccupante di incidenti che coinvolgono i lavoratori della pesca e che spesso sfociano in incidenti mortali. Incidenti annunciati, incidenti che denunciamo con forza e che chiamano in causa precise responsabilità. È trascorso un anno e due mesi dalla consegna alla segreteria della Presidenza della Camera di 15mila firme, raccolte dalla Flai Cgil per impegni immediati ed un cambio di passo in materia di salute e sicurezza per i lavoratori del settore della pesca”. Lo dichiara in una nota Sara Palazzoli, Segretario Nazionale Flai Cgil.

“In particolare, la petizione chiede di sanare un vuoto inspiegabile e grave, infatti, ai lavoratori della pesca non è applicato il Testo Unico 81/2008 su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Chiediamo tale applicazione affinché questi lavoratori abbiano riconosciute le stesse tutele degli altri lavoratori dipendenti. È evidente che un settore come quello della pesca presenti più di un elemento di criticità per quanto riguarda i temi della sicurezza: le condizioni di lavoro, infatti, sono rischiose, dal punto di vista ambientale, climatico e logistico ed alto è il numero degli infortuni. La piena applicazione del Testo Unico rappresenterebbe anche un baluardo sul fronte della prevenzione per le tante malattie professionali. La Flai Cgil chiede con forza e con 15mila firme – per ora dimenticate – che i lavoratori della pesca non siano degli invisibili e abbiano pari dignità e considerazione degli altri. È ora che il Governo faccia la sua parte, intervenendo senza ulteriori attese. È necessario intervenire per prevenire altre tragedie e altre morti annunciate”.