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Morte bracciante sudanese. Comunicato congiunto di Fai, Flai e Uila regionali

 

 

Morto nei campi alle ore 14, significa, per attività che di solito iniziano alle ore 5’00 di mattina, aver lavorato presumibilmente per circa 9 ore, probabilmente a cottimo a €3,50 a cassone,senza regolare assunzione, nella totale assenza dello Stato e degli organi Ispettivi di controllo.

Questa è la condizione della PRATERIA pugliese dove nel nome del profitto e dell’impresa, le Aziende da Nardo a Foggia, continuano in totale impunità e illegalità a praticare evasioni fiscali, evasioni contributive,lavoro nero, sottosalario e tutto ciò che di illegale esiste nei rapporti di lavoro, compreso l’intermediazione di manodopera , caporalato che rende questi uomini e lavoratori vittime della tratta e del mercato del caporalato, ridotti in schiavitù.

Condizione che si alimenta dell’ assenza delle politiche di accoglienza, delle politiche sanitarie e di integrazione e dalla totale assenza delle politiche abitative, essendo la maggioranza di questi moderni schiavi ospiti dei ghetti ,che sempre più popolano e si espandono nella nostra Regione .

Questo infortunio mortale avviene nell’azienda Mariano in provincia di Lecce già oggetto del Processo Saber, che vede imputati varie aziende per riduzione in Schiavitù e caporalato .

 

Nonostante la legislazione nazionale sull’intermediazione di manodopera che ha reso perseguibile penalmente il fenomeno e la legislazione regionale in materia di lotta e contrasto al lavoro nero,che se pur di avanguardia,si denuncia come questi strumenti non hanno esplicato la propria efficacia per assenza dei controlli ed una incisiva lotta ai fenomeni di illegalità.

Le segreterie Regionali Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila Uila, chiedono che gli interventi non siano provvisori e legati alla contingenza del caso dettate solo dalle emotività, di cui vanno fatti i dovuti controlli e applicazione delle sanzioni, accertandone le responsabilità .

Si chiede che si attivi rapidamente un piano speciale e straordinario,di azione e contrasto al lavoro nero in prossimità delle imminenti campagne di grandi operazioni di raccolta ,che interesseranno i pomodori e l’uva da tavola,invitando altresì le Istituzioni ad attivare le azioni ispettive congiunte e l’attivazione dei tavoli di confronto quale l’ORSA.

Alle organizzazioni datoriali si chiede di prendere le distanze da imprenditori spregiudicati che fanno dell’illegalità il loro essere impresa e concorrenti a quelle aziende che hanno scelto la trasparenza e qualità del lavoro e dei diritti, evitando di presentare sui mercati nazionali ed internazionali prodotti permeati da illegalità e sfruttamento schiavistico.