Premio Jerry Masslo 2026 – 7* edizione

Premio Jerry Masslo 2026 – 7* edizione

A trentasette anni dall’uccisione di Jerry Essan Masslo, rifugiato sudafricano e bracciante agricolo assassinato nelle campagne di Villa Literno nell’agosto del 1989, la FLAI CGIL promuove la VII edizione del Premio Jerry Masslo, in programma dall’1 al 3 ottobre tra Caserta e Villa Literno.

L’edizione 2026 del Premio si inserisce in un contesto europeo e internazionale segnato da un acceso dibattito sulle politiche migratorie, sui diritti fondamentali e sulle nuove forme di marginalizzazione sociale. Il tema scelto di questa edizione è “Dalla protezione alla remigrazione, dall’Europa dei diritti a quella dei rimpatri” e si interroga sul futuro dell’accoglienza e della convivenza democratica.

La giuria — composta da Emanuele Galossi (Fondazione Placido Rizzotto), Manuela Taratufolo (Dipartimento Politiche Migratorie Flai Cgil), Alessio Malinconico (Direzione Rete Vesuviana Solidale), Raffaele Sardo (giornalista de la Repubblica), Giovanni Cerchia (Docente di Storia Contemporanea all’Università del Molise), Sonia Oliviero(Segretaria generale Cgil di Caserta), Antonio Musella (giornalista di Fanpage.it) e Irene Canfora (Docente di Diritto agrario all’Università di Bari) — ha assegnato i seguenti riconoscimenti:

Sezione Giornalisti, Autori e Documentaristi: Il premio è stato insignito a Sebastian Viskanic e Filippo Poltronieri per la video-inchiesta “La Fabbrica degli irregolari – come il decreto flussi crea irregolarità”, un’indagine che svela i meccanismi burocratici ed escludenti che trasformano lavoratori regolari in invisibili.

Sezione Scuole: Premiato il fumetto “Il filo rosso diventa ponte” (realizzato dalla classe 1 S serale dell’IISS Piera Cillario Ferrero di Alba, referente prof. F. Pungitore). L’opera unisce parola ed emozione partendo dalla memoria di Jerry Masslo per riflettere sulla dignità umana.

Sezione Università: Premiata la tesi “Mani invisibili: agromafie, caporalato e sfruttamento dei lavoratori migranti nel contesto calabrese” di Alice Scomazzon (Geneva Graduate Institute). Un’analisi etnografica sul campo che dimostra come criminalità organizzata e distorsioni di mercato conducano allo sfruttamento dei lavoratori migranti, evidenziando la necessità di interventi pubblici strutturali e culturali per superare le sole misure repressive.

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Rassegna Stampa

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