No ai CPR – Né a Castelvolturno, né altrove: la Flai ci sarà

La FLAI CGIL parteciperà alla manifestazione nazionale del 24 ottobre a Castel Volturno per ribadire il netto rifiuto del modello dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR).
Il sindacato denuncia da anni le gravi condizioni presenti in queste strutture, dove vengono trattenute persone che non hanno commesso reati e dove, troppo spesso, si registrano violazioni dei diritti fondamentali, carenze sanitarie e situazioni di forte sofferenza umana. La mobilitazione nasce anche in opposizione al progetto di costruzione di un nuovo CPR a Castel Volturno, per il quale è previsto un investimento di 43 milioni di euro.
Secondo la FLAI, queste risorse dovrebbero essere destinate al rafforzamento dei servizi pubblici, alla riqualificazione del territorio e alla promozione di un’accoglienza diffusa e inclusiva. L
La presenza della FLAI in piazza vuole affermare che la libertà non può essere negata a chi non ha commesso alcun reato e che la tutela della dignità e della salute delle persone migranti deve restare un principio irrinunciabile.

Condividiamo l’appello per la manifestazione nazionale del 24 Ottobre contro l’apertura di un nuovo CPR a Castel Volturno lanciato dal Comitato NO CPR – NE’ a CASTELVOLTURNO NE’ ALTROVE.
Dall’appello lanciato da Mons. Pietro Lagnese è nata una grande alleanza, unita dalla ferma volontà di impedire che vengano destinati 43 milioni di euro alla costruzione di un CPR a Castel Volturno. In questi mesi ci siamo incontrati, abbiamo organizzato assemblee, concerti, catene umane. Ora invitiamo tuttə ad unirsi alla nostra lotta, per dire con una sola voce e con forza:

NO AI CPR, NÉ QUI NÉ ALTROVE

I CPR vanno aboliti. Sono lager, luoghi disumani segnati da violenza fisica, psicologica e farmacologica, luoghi di morte che non hanno nulla a che fare con la vera sicurezza.

La sicurezza che vogliamo
Per noi l’urgenza è la sicurezza sociale, un bene che non nasce dalla paura né dalla detenzione. Nasce invece da comunità solidali, da servizi pubblici che funzionano, dall’accoglienza, dal lavoro regolare, da scuole aperte e vive, dalla tutela della salute, dalla casa, da spazi collettivi di socialità e dalla cura costante del territorio.
Castel Volturno è la lente d’ingrandimento attraverso cui osservare le conseguenze di decenni di politiche migratorie razziste e fallimentari, ma è anche da sempre un baluardo di promozione umana e di resistenza. Chiediamo che le risorse pubbliche vengano impiegate per i servizi, per il lavoro, per il sostegno al reddito, per i trasporti, per l’abitare e per la tutela delle persone più fragili.
La cura del territorio e dell’ambiente
A Castel Volturno, come in ogni altro territorio, chiediamo interventi concreti di bonifica, la tutela dei fiumi e dei litorali, il contrasto agli sversamenti illeciti e all’abusivismo, e la restituzione alla collettività di tutti gli spazi sottratti alle mafie.
Cambiare strada per un’altra politica sull’immigrazione
Da Castel Volturno vogliamo ispirare un vero cambiamento: superare la logica del respingimento e della reclusione delle persone migranti, promossa dal Patto europeo e dalla costruzione dei CPR. Agiamo per il contrasto alla povertà, per gli ingressi regolari, per il rilascio dei permessi di soggiorno, per il diritto di asilo, per l’accoglienza e per la lotta ad ogni forma di sfruttamento.

Il nostro è un appello aperto a tuttə: fedeli, laici, associazioni, sindacati, realtà sociali e ambientaliste, studenti, comunità migranti, amministratori e cittadinə. Nella diversità possiamo ritrovarci insieme con una convinzione comune: dignità, diritti e sicurezza devono camminare insieme, per tuttə.

NO AL CPR, NÉ QUI NÉ ALTROVE — No ai lager nelle nostre città

NO A NUOVI MURI E FILI SPINATI — No agli ecomostri

SÌ ALLA SICUREZZA SOCIALE — Sì alla cura delle persone e dell’ambiente

SÌ A CASTEL VOLTURNO — Laboratorio di umanità, diritti e giustizia sociale

COMITATO REGIONALE CAMPANO NO CPR

Né qui Né altrove