“L’ultimo rapporto dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR ci ricorda, ancora una volta, la fragilità del nostro territorio e l’esposizione del nostro paese al rischio di frane e alluvioni. Lo studio evidenzia come gli episodi catastrofici oltre ad essere in crescita causano sempre un numero maggiore di morti di anno in anno”. Lo dichiara in una nota la Flai Cgil nazionale.
“Troviamo sia impensabile che un Paese come il nostro che, come evidenziano le cartografie del rapporto, si dimostra sofferente a questi fenomeni da Nord a Sud in ogni sua regione, non abbia ancora avviato una discussione seria e risolutiva sul dissesto idrogeologico e le conseguenze dei cambiamenti climatici. Urge un’azione politica che faccia uscire il Paese da una continua situazione di emergenza, con leggi moderne e specifiche per gestire le sempre più frequenti catastrofi e una programmazione degli interventi a breve e medio periodo per mettere in sicurezza il territorio e la popolazione. Non si può iniziare a utilizzare il bilancio dei morti annuali come indice di gravità di una situazione che è già da anni conosciuta a tutti e che a brevissimo si dimostrerà essere irreversibile”.
“Chiediamo dunque – conclude la nota – che il Governo e tutte le forze del Parlamento ricomincino a parlare della sicurezza del Paese, ma non propagandisticamente in rapporto alle presunte invasioni umane che ne minerebbero le basi, ma sulla realtà della devastazione che portano le inondazioni e le frane che ogni anno uccidono decine di persone e rendono impossibile lo sviluppo e la crescita dell’intero territorio italiano”.