Home Iniziative Legalità, diritti, dignità. Da Rosarno si può – 13 Febbraio 2015

Legalità, diritti, dignità. Da Rosarno si può – 13 Febbraio 2015

Oggi al via la Cabina di regia per la rete del lavoro agricolo di qualità

Da Rosarno si può, così recita una parte dello slogan creato da Fai, Flai e Uila per l’imponente iniziativa unitaria che si è svolta a Rosarno venerdì 13 Febbraio in un Palazzetto dello sport affollato da oltre 1000 persone, lavoratori e lavoratrici, italiani e stranieri, tantissimi, perché loro sono le braccia che in questo periodo raccolgono arance e clementine dagli agrumeti della Piana.
Al centro dell’iniziativa i temi del lavoro nero, del caporalato, delle cose fatte e da fare per sconfiggere forme di sfruttamento che colpiscono il mercato del lavoro agricolo. Un video di 13 minuti ha aperto i lavori, denunciando le condizioni di lavoro sfruttato da Nord a Sud, attraverso immagini, interviste e i dati del Rapporto Agromafie e Caporalato.
Rosarno, a distanza di cinque anni da quel 7 gennaio di scontri e violenze tra abitanti locali e lavoratori extracomunitari, è stato individuato come luogo simbolo per raccontare diritti negati e conquiste, ma anche per dire che qualcosa è cambiato e può seguitare a cambiare, per Rosarno e per tutto il Paese. Lavoratori, rappresentati dei sindacati, istituzioni, Agrinsieme e Coldiretti, hanno avuto l’occasione di confrontarsi con il Ministro Maurizio Martina, che proprio dal palco di Rosarno ha voluto annunciare che oggi (16 febbraio) si sarebbe insediata presso l’Inps la Cabina di regia per la rete del lavoro agricolo di qualità. Una buona notizia e una risposta alle sollecitazioni dei sindacati di categoria.

Sul perché Rosarno e sulle richieste “in campo” è intervenuta Stefania Crogi, Segretario Generale Flai Cgil, che con una puntuale relazione ha introdotto i lavori.

“Siamo qui – ha spiegato Stefania Crogi – perché proprio da Rosarno vogliamo ripartire con una progettualità politica chiara mirata a far ripartire lo sviluppo e  quindi il Pil del nostro Paese. Per fare questo dobbiamo affrontare una volta per tutte alcuni problemi direttamente  alla radice. La crisi economica, che è comunque ancora in corso, ha aumentato in modo esponenziale le diseguaglianze, provocando continui processi di esclusione con il conseguente espandersi delle aree di povertà. Non ci potrà essere una vera ripresa economica del Paese senza il contributo vero del settore agroalimentare, non ci potrà essere sviluppo del Paese senza il ruolo attivo e il sostegno  del Mezzogiorno, e non si potrà mai essere un Paese civile se al  centro delle politiche economiche non ci sarà la centralità del  lavoro. Lavoro come riconoscimento della dignità della persona. Lavoro come diritto sancito dalla nostra Costituzione”. Ma parlando di diritti e Costituzione, il Segretario Generale della Flai non può non ricordare come molti sono costretti a vivere e lavorare a Rosarno: una paga di 15/20 euro al giorno e poi a dormire nella tendopoli di San Ferdinando o nei container.
Qui mancano i servizi igienici, non c’è acqua e se ne esce un po’ dalla fontanella, è fredda, qualcuno la riscalda in bidoni di fortuna accendendo fuochi con il materiale che capita e nel campo si rivende quel po’ di acqua calda a 0,50 centesimi al litro. Un’economia di emergenza, attività che girano intorno al campo, come il giovane che aggiusta le biciclette con il nulla, solo le sue mani e qualche pezzo di ferro che sta buttato in terra, o il tizio che vende i polli cotti nelle baracche che si formano intorno al campo delle tende.

Ma torniamo al Palazzetto dello Sport, anche se è difficile non fare “digressioni” per raccontare cosa si è visto ed ascoltato a Rosarno.
Stefania Crogi, allora, ha ricordato la proposta dei sindacati per istituire una Rete nella quale far avvenire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. “La Rete è costituita dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e firmatarie dei CCNL e dall’INPS che mette a disposizione la propria tecnologia informatica”. Il Decreto Campo Libero, sottolinea Crogi, “riprende in gran parte la struttura della nostra proposta”.

Ed è lo stesso Ministro a sottolineare come ci sia la necessità di ”costruire una rete per il lavoro agricolo di qualità. Da Rosarno parte un messaggio di fiducia e di speranza. Abbiamo voluto presentare qui l’avvio del lavoro della Rete del lavoro agricolo di qualità, prevista da ‘Campolibero’. Lunedì prossimo partiamo con la cabina di regia presso l’Inps, con l’obiettivo di certificare la qualità dell’occupazione nelle imprese agricole. Questo strumento potrà essere utile anche nei rapporti con la grande distribuzione organizzata, soprattutto sotto il profilo della certificazione etica del lavoro. Bisogna dirlo in modo chiaro: il rispetto e la dignità del lavoro sono principi non trattabili”.
Si è trattato di parole e di impegni importanti, che la platea e tutti i relatori, in primis Crogi, Mantegazza e Sbarra hanno accolto con positività.

Nell’intervento del Ministro alle Politiche Agricole non è mancato il riferimento all’Expo e all’importanza del 2015 per il rilancio dell’agricoltura e dell’economia italiana. Temi assai cari anche alla Flai Cgil, che con il Segretario Generale, ha ricordato come l’agroalimentare può essere volano di sviluppo per il Paese a patto che si scrolli di dosso la zavorra dell’illegalità e dello sfruttamento, perché solo se c’è dignità e qualità del lavoro ci può essere qualità dei prodotti ed eccellenze. Ed in questo senso va anche l’impegno della Flai per l’appuntamento dell’Expo:  “vogliamo misurarci da attori protagonisti – ha spiegato Stefania Crogi – sui temi del diritto al cibo, diritto al lavoro, sviluppo sostenibile, sviluppo delle enormi potenzialità che il settore ha per il rilancio dell’economia dell’intero Paese. Vogliamo che il diritto al cibo sia tema strettamente coniugato al diritto al lavoro, ad un lavoro dignitoso e senza sfruttamento.
Altrimenti si corre il rischio, già in corso nel dibattito attuale e nella sua rappresentazione mediatica, che tra i cibi con le loro eccellenze e marchi e chi quel cibo lo consuma (o al contrario non riesce ad averne diritto) si dimentichino coloro che sono tra questi due soggetti: i lavoratori che con la loro professionalità producono, trasformano, confezionano il cibo. Per questo impieghiamo ogni nostro sforzo affinché cibo di qualità e diritto al cibo siano concetti non scindibili da qualità del lavoro, qualità ed esigibilità dei diritti dei lavoratori. Per questo vogliamo ribadire che non c’è sviluppo che passa attraverso la soppressione dei diritti”.

Alessandra Valentini