Stop CETA – 5 Luglio, Roma – Dichiarazione di Ivana Galli

Per esprimere il proprio #StopCeta la Flai Cgil sarà in piazza il prossimo 5 luglio per un presidio a Roma, in Piazza Montecitorio, dalle ore 10.00. Alle 11 è previsto l’intervento di Susanna Camusso.

Dichiarazione di Ivana Galli 

CETA. IVANA GALLI, LA FLAI CGIL IN PIAZZA DOMANI PER DIRE STOP ALLA RATIFICA

Per esprimere il proprio #StopCeta la Flai Cgil sarà in piazza domani, 5 luglio, partecipando al presidio che si terrà a Roma, in Piazza Montecitorio, dalle ore 10.00.

Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil, spiega così il no al Ceta della categoria: “Crediamo che la politica commerciale dell’UE debba favorire ed incoraggiare la convergenza verso un profilo alto degli standard e respingere ogni forma di dumping sociale a partire dalle condizioni di lavoro e dalla remunerazione dei lavoratori. Con il TTIP e con il CETA abbiamo assistito ad un percorso decisionale che è passato sopra alla testa di cittadini, lavoratori e consumatori con un deficit di democrazia spaventoso. Abbiamo, inoltre – prosegue Galli – molte preoccupazioni sul tema della salute alimentare. Un esempio: senza ancora essere entrato in vigore, il CETA ha già indebolito almeno una norma UE, infatti, in vista della sua introduzione e della formulazione specifica in esso contenuta, il divieto di importazione di carcasse bovine pulite con sostanze chimiche è stato già rimosso. Per di più, il principio di precauzione non è menzionato in modo sufficientemente esplicito nel testo del CETA, giungendo a un’interpretazione del principio di precauzione molto più limitata rispetto a quella che prevale di solito all’interno dell’UE. Altra questione è quella degli Ogm: esiste il rischio che il CETA possa bloccare l’adozione di nuove normative europee o pregiudicarne il contenuto. Il trattato potrebbe inoltre bloccare o ostacolare i tentativi di rafforzamento della legislazione comunitaria vigente e senz’altro aumenterà la pressione per un cambiamento delle soglie di tolleranza della presenza di OGM e minacciando i requisiti di etichettatura per gli OGM esistenti. Il principio Europeo di “tolleranza zero” rispetto agli OGM uscirà fortemente minato. Infine, anche i nostri prodotti, l’eccellenza del Made in Italy, usciranno penalizzati dall’eventuale accordo. Sono questi ottimi motivi per chiedere al parlamento italiano di non ratificare il trattato e per questo come Flai, saremo in piazza il domani”.