Sfruttamento agricoltura. Galli, controlli serrati e buone pratiche

“L’inchiesta uscita su Internazionale e pubblicata anche da altre importanti testate, che riprende l’indagine della Procura di Lecce sulla morte di Muhamed, deceduto mentre raccoglieva i pomodorini a Nardò, ha evidenziato quello che da tempo denunciamo e cioè che nella filiera – dal campo alla trasformazione – si perdono in molti casi le tracce della legalità. Così caporalato e sfruttamento fanno le loro vittime nei campi e nelle serre”. Lo dichiara Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil nazionale.

“Oltre alla Legge 199 servono controlli serrati e buone pratiche, e vorremmo indicarne alcune su cui poter lavorare insieme. Giudichiamo positiva la proposta di Mutti per un elenco pubblico di fornitori; ma questo elenco per noi si chiama Rete del lavoro agricolo di qualità. Tuttavia bisogna stare attenti perché il problema non si risolve con una autocertificazione ma con continui e seri controlli al fine di essere certificati come fornitori etici e beneficiare degli eventuali incentivi previsti. Un elemento che crediamo possa rappresentare anche un valore aggiunto per l’azienda che ottiene tale certificazione. Inoltre, torniamo a chiedere che in tutti gli accordi interprofessionali sia inserita la Clausola sociale, affinché nella definizione del prezzo di un determinato prodotto non si possa andare oltre il limite di un prezzo giusto, che consenta a chi lavora di ricevere una paga secondo contratto. Infine – conclude Ivana Galli – siamo sin da subito disponibili a fare accordi di filiera con produttori e GDO per il rispetto della legalità”.

Roma, 24 ottobre 2017